TikTok, cos’è e come si usa

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Cos’è TikTok?

No, non è il ticchettio di un orologio, anche se il concetto su cui si basa è lo stesso.
Tiktok è un’applicazione di videosharing, nata dalla fusione con Musically, a seguito del suo acquisto da parte della società cinese ByteDance. Nel 2019 segna il picco dei download, raggiungendo gli 800 milioni di utenti.
A rendere Tiktok cosi speciale è il suo essere sia social network che social media. Il social offre contenuti anche ai non iscritti, ma crea per i “loggati” una vera e propria community forte e stabile, che può interagire e creare “challange” fino a diventare virali.

Le challenge e #MakeEverySecondCount

Le challange, come tutti i contenuti presenti su Tiktok, sono video di 15 sec.; ciò spiega l’hashtag, ormai slogan dell’applicazione, “#MakeEverySecondCount”.
I video si discostano dalle ormai note Instagram stories, riprendendo le funzioni già presenti in Musically. Sulla piattaforma abbondano i  lip sync, che producono un effetto simile al playback, ai quali si aggiungono altre funzioni, come i “Duet” che permettono di creare un duetto rispondendo al video di un altro utente, continuandone la traccia o imitandolo nel modo più creativo e originale possibile. Gli utenti rientrano in una fascia di età dai tredici ai venti anni. I più piccoli diventano veri e propri baby influencer. Questa figura non poteva che approdare anche qui, visto il notevole engagement dei post che ha attirato sempre più aziende.

Possibilità di guadagno, un nuovo YouTube?

La possibilità di un ricavo economico non è data solo dalle possibili collaborazioni con le aziende. Una caratteristica dell’app è la presenza di monete virtuali sotto forma di “rubini” e “diamanti”. Ogni gemma corrisponde a pochi centesimi di euro, ma può portare discreti guadagni ai TikTokers con più visualizzazioni. Inoltre, si possono ottenere invitando gli amici ad iscriversi all’app, o guardando video per un determinato lasso di tempo.

Pubblicità e politica

Ciò che rende Tiktok diverso e più apprezzato rispetto agli altri social è la mancanza di pubblicità o di argomenti come ad esempio la politica; non è passata inosservata, infatti, la presenza di un noto leader politico sull’applicazione, che ha portato molte critiche soprattutto vista la fascia d’età degli utenti che tende a non superare i venticinque anni.

La tutela della privacy e dei contenuti

Inoltre, sono nate delle preoccupazioni, perchè ci si chiede se sia opportuno che ragazzini dell’età di tredici anni, età minima con cui ci si può iscrivere all’app, ne facciano uso senza la supervisione di adulti, in quanto non sono mancati casi di pedofilia, purtroppo.

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L’apparenza di innocenti video ritraenti minorenni, diventa, per delle menti malate, un’attrattiva pedopornografica, visto che spesso si vedono ragazzini e ragazzine ballare a ritmo in vestiti succinti come possono essere degli shorts.

Si può rendere il proprio profilo privato, in modo da far visualizzare i propri video solo a follower autorizzati, tuttavia non è solo questo che preoccupa. Infatti, vi sono questioni anche a livello internazionale, che riguardano la protezione dei dati degli utenti. Molte testimonianze di ex dipendenti della società mostrano che i finanziamenti della stessa arrivino dallo Stato cinese  che quindi ne sarebbe il possessore e decisore; prova ne è la censura presente riguardo alle proteste di Hongkong sulle quali sembra non esserci nulla.

Creatività, coraggio e libertà di espressione

Per sviare la censura, un caso simbolo di audacia giovanile è quello di una ragazza che ha pubblicato un video tutorial di makeup come copertura di un suo discorso di denuncia contro le violenza verso i musulmani perpetuata nei campi di concentramento in Cina; inutile dire che è diventato virale su più social. Questo è ciò che si cerca di premiare su tiktok, e nei social in generale, l’audacia, la libertà di parola, e se lo si può fare in modo creativo e originale, anche meglio!

Questi stessi motivi spingono oggi sempre più persone, sia comuni che non, ad approdare sul social. A cercare di limitarlo intervengono i Big, quali Instagram e Facebook, che cominciano a diffondere mezzi per produrre gli stessi effetti di TikTok sulle loro stories.

Riusciranno a frenare Tiktok? Lo scopriremo mantendo aggiornate le nostre app.

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