#STEVEJOBSDAY: una persona può cambiare tante realtà

Steve Jobs Story
Spread the love

Fruga nelle tasche dei jeans, nella borsa o valigetta: cosa trovi? Un telefono, un tablet.. Per non parlare di chi li ha direttamente sul polso!
Oppure sulla scrivania, tra i tanti fogli, pratiche e impegni, sommerso da tutto o che contiene tutto: il pc.
Almeno uno di questi oggetti è Apple: strumenti che, per quanto ci costi ammetterlo, hanno cambiato la nostra vita.
Il 16 ottobre è alle porte: è lo Steve Jobs Day!

Steve Jobs Day: le origini

Lo #Stevejobsday è stato fortemente voluto dal governatore della California in memoria di uno dei più grandi innovatori Americani in seguito alla sua morte nel 2011.
Una giornata insolita, che ci offre l’opportunità per riflettere su come un singolo individuo ha influito sulla vita di più generazioni!
Ma chi era Steve Jobs, oltre il “padre” della Apple?
Non è la storia di un figlio d’arte e sicuramente la sua ascesa nella famosa mela non è stata facile…

Chi è Steve Jobs?

Steven Paul Jobs è nato nel 1955 a San Francisco, ma fu subito affidato ad una famiglia di Santa Clara. Non ha mai concluso gli studi universitari, abbandonando dopo appena un semestre.
Sicuramente un esempio di come non ci sia solo una strada, tradizionale, per raggiungere il successo e che le menti imprenditoriali esistono anche al di fuori delle aule!
Nonostante ciò, uno dei suoi discorsi più famosi è proprio quello agli universitari di Stanford, dove racconto il suo abbandono degli studi cosi:

“Tutto quello che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato poi senza prezzo: nessuna di queste cose aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita.
Ma 10 anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo computer Macintosh, tutto mi tornò utile.”

Da qui poi la famosa frase, riportata ad ogni ricorrenza legata a Jobs:
Non accontentatevi mai e non abbiate paura delle sconfitte. Da lì arrivano le svolte migliori

steve jobs day

Da disoccupato a CEO: Apple’s story

Nel 1974 inizia la sua “storia” con Steve Wozniak, arrivando due anni dopo alla nascita dell’azienda, non com’è oggi certo.
Sembrava andare tutto bene fino al 1985 quando tagliò tutti i ponti con il mondo Apple e fondò la NXT computers.

Questo taglio non fu proprio una scelta, Steve fu licenziato da John Sculley: non una mossa vincente, che portò all’accordo con Bill Gates, che permise a Microsoft di copiare gran parte dei codici del Mac.
Jobs tornò alla guida solo nel 1997, quando Sculley era già fuori dall’azienda dal 15 ottobre 1993;
nonostante ciò, in cantiere c’era ancora il “Newton“, un suo progetto rivoluzionario..
Purtroppo non vide mai la luce: con Steve al comando fu abbandonato.
Ripicca o scelta di Business?

Steve Jobs Apple

Steve Jobs: più di un imprenditore

Ma nella vita del nostro Steve non esisteva solo Apple: il noto genio creativo era anche un filantropo! Contrariamente a quel che può sembrare, Steve non amavano far clamore:
in silenzio e con l’appoggio di sua moglie, Laurene Powel, ha appoggiato e finanziato svariate battaglie per i diritti umani.

Leggi anche:  The 4P’s of personal branding

Fondò la Steve P. Jobs Foundation, come il suo storico rivale Bill Gates, ma non ebbe vita lunga. Il suo impegno però non si fermava ad opere caritatevoli attuate dalle classiche no profit: andava ben oltre. Infatti, è anche merito suo l’approvazione della legge 1395 che prevedeva la creazione del primo registro nazionale di donatori, che permette accesso ed adesione immediato, soprattutto per i possessori della patente di guida..
Un po’come quello che accade qui in Italia con la nuova carta d’identità.

#Stevejobsday: come viverlo fuori dagli hashtag?

Non esiste un modo più giusto di un altro per questa giornata ma possiamo provare a ricordare Steve per tutte le sue creazioni, Apple e non solo. Ricordare la sua storia e come l’ha stravolta, cambiando la sua vita e la nostra quotidianità con i suoi prodotti ed azioni.
Vai in un Apple Store, o guarda quanti attorno a te hanno qualcosa Apple, pensa a quel ragazzo che lascia Stanford nonostante le aspettative che portava sulle spalle: riflettiamo su cosa avremmo fatto noi se fossimo stati in lui, se avessimo avuto tutte le sue stesse opportunità.
Ricordiamolo come, il nostro amico Steve.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *