Questione di Meme, adesso è troppo?

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“Quando ti dicono che devi parlare della terza guerra mondiale,ma anzichè Trump c’è il Gatto Schifomadò”

I meme sono quelle immaginette da sogghigno che spopolano sui social network da quasi 10 anni. Esattamente da quando il famoso “Come credi di essere quando sei sotto i riflettori” “… e come sei veramente” o la semplice “Poker Face” posero le basi per una serie di mini tormentoni spuntati come lumache dopo la pioggia nelle piattaforme del nostro caro Zuckemberg.

Tuttavia, chi avrebbe mai immaginato che a distanza di quasi una decade queste semplici creazioni diventassero vera satira, un’arte comunicativa che esiste dai tempi dei drammaturghi greci.

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I creatori di meme però potrebbero essere dei moderni…SDRAMMAturghi. Infatti il mondo dei meme ora ha tra le sue “vittime” anche uno dei temi più cliccati del momento, cioè la (possibile) Terza Guerra Mondiale, un argomento dal peso specifico non indifferente.

Questa vera e propria onda di idee a metà tra la goliardia e la satira che può essere cavalcata da tutti noi “surfisti” dei social, può essere considerata un’arma a doppio taglio. Da una parte, essendo tutti noi partecipi dell’Internet inteso come rete globale e avendo egual diritto di postare immagini e scrivere nei limiti legali, vuol dire che non abbiamo tutti lo stesso tatto nel discutere di argomenti così delicati e non possiamo capire e condividere per forza l’ironia degli altri utenti, scatenando così un circolo vizioso di critiche o rimproveri che, ahimè, nel mondo di oggi a volte sfociano addirittura in minacce spesso portate avanti da veri e propri “leoni da tastiera”.

“E se ti dicessi che”(per citare il meme di Morpheus) possiamo considerarli delle vere e proprie vignette giornalistiche, in un mondo dove il giornale più completo e lungo da leggere lo abbiamo o in tasca o in mano, mentre quello più ingombrate e cartaceo si sta sempre più proiettando nel mondo degli “schermi portatili”.

Infatti è anche grazie ai meme che magari il pubblico dei più giovani,poco avvezzo alla lettura del giornale, può entrare in contatto con questi temi rivisitati in chiave ironica, con uno humor tagliente assimilato a quello delle vignette satiriche dei giornali; magari entrando in contatto prima con un Baby Yoda, colui che vede il meme può volerne approfondire il significato, scoprendo così qualcosa di più sull’argomento in questione.

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Cosa indicherebbe Drake? Questo nuovo tipo di satira è troppo pericoloso essendo concesso virtualmente ad ognuno di noi o è veramente il nuovo mezzo di trasporto dell’ironia e allo stesso tempo occasione formativa? 

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