Tra inclusione e diversificazione: il marketing nel Medio Oriente e nel mercato Halal

Tra inclusione e diversificazione: il marketing nel Medio Oriente e nel mercato Halal

Febbraio 1, 2021 0 Di Martina Bagnara
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Il Marketing è un ambito che impregna tutti gli ambiti in tutto il mondo, ma molti dimenticano un elemento fondamentale, a tratti ossimorico: la chiave di inclusione e diversificazione da adottare nel marketing nel Medio Oriente e nel mercato Halal.
Intanto, è già sbagliato racchiudere in un solo termine, come “Medio Oriente” tante comunità; infatti bisogna tenere presente che non si possono adottare strategie univoche diffuse, in quanto non funzionerebbero.
Infatti, ad esempio una politica di prezzo uniforme rispecchierebbe l’alto tenore di vita di una città come Dubai ma non tutta la realtà del territorio islamico. Si rivela quindi utile effettuare un processo di diversificazione e segmentazione in modo tale da individuare delle strategie applicabili in quei contesti in cui gli stili di vita siano simili.

Il Marketing Inclusivo nasce dallo sradicare gli stereotipi e capire il mercato Halal

il marketing inclusivo nel mercato halal

Quando si parla di Medio Oriente e di religione islamica, l’accezione che ne consegue è spesso negativa, soprattutto a causa di due fattori: Terrorismo e immigrazione. Questi sono infatti dei temi molto discussi oggi, ma occorre evitare di compiere il grossolano errore di non considerare la comunità islamica come eterogenea.
Infatti è profondamente diversificata al suo interno, con un vasto patrimonio linguistico e più di 50 nazioni che la compongono, influendo sui modelli di vita e di pensiero. Tra le tante differenze che dall’occidente non si colgono, abbiamo quelle legate ai beni di consumo che hanno portato alla creazione di un settore apposito del mercato, quello Halal. Questo è di particolare interesse, in quanto va ad intaccare anche gli altri settori

Il Mercato Halal nel Marketing Inclusivo: principi e adattamenti del business islamico

il marketing nel mercato halal

Cosa vuol dire “Halal”? La domanda è lecita, e scommetto che te lo starai chiedendo già da un po’. Nella lingua araba significa letteralmente “lecito” in contrapposizione con “Haram”, che significa “proibito”. Nello specifico indica una condotta che un credente musulmano deve rispettare a 360°. 

Questa distinzione si riflette in tutti i settori economici: dall’alimentazione in cui è particolarmente evidente, alla cosmesi, alla moda “modest fashion” e perfino al mondo della finanza in cui gli interessi, la speculazione e i tradizionali strumenti finanziari sono proibiti.

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I settori del mercato Halal:

  • La modaModest fashion”: le linee e stili devono rispettare i precetti coranici di pudore e modestia. Nonostante ciò, il mercato musulmano della moda è il terzo a livello mondiale: tantissimi i brand di lusso che hanno iniziato a produrre Hijaab! L’obiettivo è conquistare chi vuole rispettare i precetti della religione non rinunciando allo stile e all’eleganza.
  • L’alimentazione, il cui esempio più conosciuto è la carne. Le linee guida dell’Halal partono già dalla macellazione che deve seguire linee guida specifiche e non può assolutamente contenere parti di maiale e suoi derivati.
  • La cosmesi è uno dei più intaccati dalle restrizioni dei precetti islamici pur non mancando un certo grado di ambiguità. Innanzitutto il prodotto venduto, come ad esempio un profumo, deve essere costituito solo da ingredienti ammessi dalla Shari’ah, incluso il packaging. La situazione, già critico data la presenza di alcohol in numerosi profumi, prevede inoltre la presenza del logo della certificazione halal e non può essere presente alcun tipo di immagine provocatoria.

    Basti pensare che per l’uso di presidi medico-chirurgici, come i disinfettanti a base d’alcol, l’autorità giudiziaria musulmana ha dovuto emettere una “fatwa”, per renderne possibile l’utilizzo a patto che non contenga più di una determinata soglia di tasso alcolemico.

Il Mercato Halal in occidente: il marketing inclusivo riaffiora nella comunità islamica occidentale

Tra i tanti prodotti non permessi alle donne islamiche, troviamo gli smalti: no, non solo per la possibile presenza d’alchol. Il veto riguarda il fatto che, durante il rito del lavarsi prima di pregare, lo smalto costituisce una pellicola tra la pelle e l’acqua purificatrice. A ciò hanno trovato rimedio diversi brand presenti ad oggi anche su amazon, realizzando degli smalti permeabili e traspiranti, cioè che permettono il passare dell’acqua.

Il marketing del mercato Halal

La fede è un credo personale, e nessuno può giudicare o discriminare qualcuno per questo; tuttavia è anche vero però che l’islam viene spesso tralasciato dalle innovazioni e strategie del marketing.
Il mercato halal rappresenta invece un’opportunità per le aziende italiane, permettendo l’espansione degli affari verso i paesi del Golfo.
E’ fondamentale però adattare al meglio la propria strategia di marketing, evitando approcci superficiali e concentrandosi sullo studio approfondito di un mercato ancora fin troppo sottovalutato.

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