Marketing museale 2.0: le strategie più particolari dei musei!

Marketing museale 2.0: le strategie più particolari dei musei!

Gennaio 21, 2021 0 Di Alessia Foglia
Spread the love
Reading time: 7 minuti

C’è chi lo ama e chi proprio non lo concepisce, ma il connubio arte-social fa parlare di sé in ogni occasione con la giusta strategia di Marketing Museale!
Basti pensare all’acceso dibattito sull’effettoFerragnez alla Galleria degli Uffizi, che non è nuova allo sfruttare i social, soprattutto Tiktok

Mentre gli innovatori apprezzano i social e gli influencer come nuovi ambassador dell’arte, i più tradizionalisti denigrano l’unione tra sacro e profano. E se, invece, fosse proprio questa la nuova frontiera della comunicazione museale?

Marketing Museale: l’innovazione degli stereotipi

Una delle sfide più grandi per i musei è combattere lo stereotipo di “luogo noioso”, silenzioso, da visitare più per dovere che per piacere.
Dalla loro comunicazione ci si aspetta un tone of voice serio e intellettuale che difficilmente ritroviamo su Instagram o Tik-Tok, dove brevità e ironia sono la chiave del successo.

Eppure, già da tempo diversi musei hanno scelto di affacciarsi al digital, con grande successo. Non si tratta di saltare la fila con il biglietto online o dei QR code vicino le opere d’arte; parliamo di campagne di marketing sui social, con meme e video virali! Strategie fresche e coinvolgenti, che colpiscono nel segno e piacciono soprattutto ai genZ e millennials.

Queste generazioni infatti amano la comunicazione digitale soprattutto quella che si avvale di strategie come il RealTime Marketing! Come lo fa un museo? Il museo Gypsoteca Antonio Canova fa un ottimo esempio: attingendo dalla collezione del famosissimo scultore veneto, esprime la sua perplessità circa i nuovi colori delle regioni.

Marketing museali Canova

Le campagne più creative del Marketing Museale

Nell’arte le idee geniali non mancano ma insieme ai moderni strumenti di marketing possono diventare campagne indimenticabili! Se ancora non sei convinto di quest’unione, aspetta di guardare le nostre proposte:

I dinosauri sono scomparsi? Non su Tinder!

È risaputo che su app del genere si fanno gli incontri più strani, ma gli utenti canadesi di Tinder non avrebbero mai immaginato di poter avere una conversazione con un dinosauro!

Marketing Museale dinosauro tinder
Marketing Museale dinosauro tinder

Il Royal Ontario Museum di Toronto spiazza tutti presentando Teddy: 29 anni, professione Dinosauro presso l’Ontario Museum, ricco di interessi accattivanti e un paio di occhiali da sole per far breccia su di te!
Il t-rex invita i suoi corteggiatori a ballare, ma non in un evento a caso: come un PR sotto copertura, ecco che sponsorizza il Friday Night Live – #FNLROM – un evento notturno che crea una “discoteca museale”.
Le reazioni non tardano ad arrivare: qualcuno si è chiesto come potesse un dinosauro impugnare un telefono con le sue braccine, altri hanno definito la foto profilo “rex-cellent”.
Insomma, la necessità di attrarre giovani visitatori ha trovato la soluzione perfetta nell’app di incontri: un ottimo esempio di come sfruttare anche social diversi rispetto ai sovraffollati Instagram e Facebook.

Father and Son: il videogioco del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

È tutta italiana invece l’idea di unire turismo e videogiochi!
Visitare il Museo Archeologico di Napoli diventa un gioco da ragazzi con Father and Son, disponibile per Apple e Android dal 2017.

Marketing museale Napoli gamification

Con l’app entri nel mondo di Michael, alla scoperta di un mistero con protagonista un padre mai conosciuto, archeologo presso lo stesso museo di Napoli. Se ti manca viaggiare e non hai mai visto la città, questa è un’ottima idea per fare un tour virtuale delle strade della città e delle sale del museo.
Il tutto è fedelmente rappresentato con grafiche dipinte a mano!
A soli sette mesi dal suo lancio, l’app ha raggiunto il milione di download e pubblici internazionali con la traduzione in ben 7 lingue.

Leggi anche:  Dagoma, il futuro della stampa 3d

AirBnb e il Louvre ti offrono una notte con la Gioconda!

Una notte al museo del Louvre? Impossibile, e chi ha visto Emily in Paris lo sa bene! Eppure, nel 2019 Airbnb ha offerto la possibilità a due fortunati di trascorrervi l’intera notte. Bastava dare una risposta convincente alla domanda “perché saresti l’ospite perfetto di Monna Lisa?” per sapere cosa accade nel più grande museo del mondo quando le luci si spengono.

Marketing museale per una notte al Louvre

La collaborazione prevedeva:

  • un tour all’interno del museo dopo l’orario di chiusura,
  • una cena
  • una camera sotto le stelle nella Piramide di vetro.

La foto della piccola camera da letto, ovviamente targata AirB&B, ha fatto il giro del mondo. L’unicità dell’evento ha spinto moltissimi a partecipare. Peccato per i posti letto così limitati!

Il Tate Britain Museum diventa museo di GIF.

Al Tate Britain Museum, le opere d’arte prendono vita con il concorso 1840s GIF party.

Marketing museale con l'animazione GIF di opere d'arte

Nel 2014 il museo ha sfidato gli utenti di Tumblr a creare delle gif con i quadri delle proprie collezioni, risalenti alla prima metà dell’Ottocento. Tutte le opere “rivisitate” sono poi state proiettate nelle sale del museo accanto a quelle originali! Quale miglior modo per unire i due mondi, gratificando i creatori di queste moderne opere d’arte? Alla campagna social hanno aderito oltre 500 utenti e l’affluenza al museo è aumentata vertiginosamente: ben il 68% dei visitatori inoltre era formato da utenti di Tumblr!

Europeana lancia VanGo Yourself: sii l’artista di te stesso!

E se, anziché modificare un quadro… diventassi tu il quadro?
È questa la brillante idea della biblioteca digitale “Europeana“: con il concorso VanGo Yourself, gli utenti devono ricreare le opere d’arte più somiglianti, ricopiandone la posa e l’atmosfera con tutto ciò che si ha in casa! Sono stati usati oggetti, vestiti, perfino animali domestici.

Marketing Museale VanGo Yourself

Ma questo format non ci è del tutto nuovo: nel 2016, infatti, anche il MIBACT ha promosso un’iniziativa simile. L’arte ti somiglia, ha però lo spot pubblicitario come canale di trasmissione, perdendo questa grande occasione. Infatti Europeana, invitando i partecipanti a caricare il paragone foto-quadro sul sito web e condividerlo sui social, ha ottenuto una visibilità massiccia. La possibilità di essere autori di un’opera d’arte ha allettato gli utenti, rendendo la campagna virale soprattutto su Twitter, raggiungendo quasi 5 milioni di utenti!
Considerando poi che per trovare la giusta opera con cui partecipare, dovevi scorrere sulla biblioteca digitale, il successo era garantito.

Le possibilità di avvicinare gli utenti alla cultura sono infinite e sempre più musei l’hanno capito.  Del resto, anch’essi sono imprese, e come tali, sfruttando al meglio le strategie più adatte a vendere il loro prodotto. E Quale miglior strada oggi, se non il digital? Il successo può arrivare da una insolita collaborazione o sfruttando social “di nicchia” ma sicuramente alla base troviamo: creatività, ironia e coinvolgimento!

Conoscevi già queste campagne? Faccelo sapere nei commenti.