Flame Marketing: quando essere stron*i aiuta

WAI - Flame Marketing
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Dale Carnegie, nel suo libro “How To Win Friends and Influence People”, scrive che:
 “Se vuoi raccogliere il miele, non calpestare l’alveare”.

Nulla di più vero: a nessuno piace essere trattato male, masochisti esclusi, no?

Però, nel marketing come nella vita, spesso siamo attratti da ciò che ci respinge.
Soprattutto se è particolarmente fuori dallo schema tipico.

Questa tendenza, la si vede in più ambiti:
nei romanzi con “il bello e dannato”, nella musica con i tanti “bad boy”..

..ma anche nelle serie tv d’oggi!

Sperando di non averle finite tutte in quarantena, parliamo di “Mad Men” e “Suits”.

Nelle serie, si puo’ notare come i personaggi pendano dalle labbra di due uomini:
Don Draper e Harvey Specter che sono, a primo impatto, l’esatto contrario della gentilezza.

Arrivano tardi a lavoro, pretendendo che gli altri siano già lì, fanno tutto quello che gli altri pubblicitari e avvocati non fanno e hanno vite private travagliate.

Nulla contro di loro, anzi, nelle rispettive trame sono tutt’altro che cattive persone.

Anzi, fanno qualcosa per cui ci vuole coraggio e che si rivela molto utile anche nella vita reale: andare contro i clienti.

Sai qualcosa che loro non sanno, ma non vogliono ascoltare pazienza;
se non gli va bene il tuo pensiero, non devi riadattarlo: rimani coerente con te stesso.
Hai il dovere di dire ciò che per te è la verità, da professionista quale sei, cioè rispettando sempre i limiti della decenza.

Questo è il mindset che dovresti avere nel momento in cui ti approcci al flame marketing.

Cos’è il flame marketing e perché ne parliamo?

Il “flame” è un messaggio volutamente provocatorio mandato da un utente verso un altro o un gruppo.

Il termine è relativamente nuovo, ma affonda le sue radici nella sociologia e la psicologia di gruppo.
Oggi, trova nuova importanza con la nascita del “galateo digitale” o “netiquette”.
La Netiquette è una lista di comportamenti, che un brand deve stabilire e comunicare ai suoi lettori come “cose da non fare”:
in quest’ottica il flame è stato ri-analizzato, in modo più approfondito.

Magari, più che una provocazione vera e propria, nel marketing si usa etichettare i propri prospect in maniera non proprio gentile, ma sempre mantenendo un canone di decenza.

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Ad esempio, per anni si sono visti in circolazione libri educativi etichettati “For Dummies”, ma ultimamente un corso seguito da “Per Mentecatti” è stato considerato oltre il limite..
Questo però ha creato una polemica, che ha portato al corso in questione e al suo autore, molta più fama e pubblicità!

Ma perché far partire una “shitstorm” può essere utile nel marketing?

Perché incarna il pensiero de “L’importante è che se ne parli”.

Ci vuole coraggio per decidere di diventare oggetti di una strategia di flame marketing:
immaginiamo il tutto come se fosse un’email, da inviare alla lista contatti e che ha per oggetto ” 5 motivi per cui.. *tuo nome* è davvero un’idiota”.
Chi non l’aprirebbe?
Tu stesso saresti incuriosito e indignato, e per sfogarti dell’accaduto ne parlaresti con qualcuno e lui a sua volta.. creando una catena tutta intorno al tuo nome e a quello di chi ha mandato l’email.
Infatti, chi ti ha “flammato” ha ricevuto un bel po’ di pubblicità gratis (flame marketing) 

Rischioso? Certo.. Banale? Mai.

Ma la pubblicità non basta, servono prodotti si valore e tanta conoscenza, altrimenti qualche flame sbagliato potrebbe far crollare le vendite!

Pensiamo a Michael Jordan allora, dopo 10 litigi non sarebbe più il numero uno per tantissimi appassionati di basket? Assolutamente no.

Certo, non tutti sono MJ, ma neanche serve.. Basta saper lavorare e sviluppare un business discreto.

In più, esprimere un flame, ti renderà diverso dalla massa, se fatto bene.
La chiave non sta nel svalutare la concorrenza, ma nell’esprimere educatamente un’opinione fuori dal coro.
Certo, può non piacere a tutti, ma se il numero di clienti ottenuti col tuo pensiero, è superiore a quelli persi esprimendolo, hai sicuramente guadagnato!
Un cliente che non solo apprezza il tuo prodotto, ma condivide la tua visione del mondo, è un lead per la vita, al resto non serve piacere per forza:
il tuo prodotto è buono e tu sei altamente qualificato.

Falli parlare, tu pensa a vincere.

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