Cosa si intende per Marketing Sensoriale

marketing sensoriale
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Il marketing sensoriale è una particolare strategia di promozione commerciale che, come dice il nome stesso, coinvolge i 5 sensi umani all’interno del processo di commercializzazione. Infatti, in un mondo dove siamo continuamente bombardati da file audiovisivi, ci dimentichiamo dell’esistenza dei fratellini di vista e udito, cioè olfatto, tatto e gusto. A volte, anzi, spesso, capita che neanche gli stessi file che percepiamo con vista e udito appaghino o abbiano un pieno engage con noi stessi. D’altra parte, in questa mole immensa di contenuti, per arrivare a toccare con mano piena le corde dei nostri sensi ci vuole qualcosa di veramente studiato che possa smuoverci; il marketing sensoriale è nato per questa esigenza.

IL DARK HORSE DEL MARKETING

“Per andare oltre i limiti del corpo, ci si deve immergere in esso, si devono spalancare i propri sensi.”JIM MORRISON

Come ben disse Jim Morrison, i sensi possono realmente aprirci le porte  entro le quali ci possiamo sentire limitati, per questo motivo anche il mondo del business sta realmente prendendo in considerazione il potenziale del marketing sensoriale, un “Dark horse”(la parentesi musicale era finita con Jim Morrison, non pensare a Katy Perry proprio ora mio caro lettore) che viene cavalcato sempre di più e sempre più consapevolmente dalle grandi aziende. Vediamo come si configura e integra in sè ognuno dei 5 sensi per un’esperienza a 360 gradi e una full immersion nel brand.

MARKETING VISUALE

“Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.”GALILEO GALILEI

Tra i 5 sensi, quello più stimolato e stimolabile dal mondo del marketing è senza dubbio la vista. Infatti, per pizzicarla, si usa da sempre il potere dei colori; essi infatti, consentono a chi guarda di farsi un’idea basata su determinate sensazioni che il colore provoca. Tralasciamo elementi come i video o le immagini che, più che far parte del marketing visuale, sono le basi del marketing (sensoriale), soprattutto di quello digitale.

Ti fidi di noi? 😉

MARKETING UDITIVO

“Amo ascoltare. Ho imparato un gran numero di cose ascoltando attentamente. Molte persone non ascoltano mai.”ERNEST HEMINGWAY

Secondo uno studio dell’Università di McGill, l’essere umano decifra in un decimo di secondo le emozioni comunicate vocalmente, il che rende il nostro udito più sensibile alle emozioni rispetto alla lettura delle parole. Non c’è da meravigliarsi se certi suoni sono “più uguali degli altri”, come scrisse Orwell(contemporaneo di Hemingway) nella sua opera “La fattoria degli animali”. Come spesso capita, molti suoni ci fanno viaggiare col tempo, sia proiettandoci verso un futuro migliore che facendoci rivivere memorie indissolubili, le quali ci possono rendere fedeli consumatori di un brand piuttosto che di un altro.

Qualche famoso suono tech che potreste riconoscere in una frazione di secondo spiegato dagli esperti.

MARKETING TATTILE

“Tuca tuca, tuca…no,sinceramente non voglio mettere la Carrà e Enzo Paolo Turchi in un articolo sul marketing…”ALBERTO ARMAS

Scherzi a parte, come l’occhio, anche la mano vuole la sua parte. Quando si dice “toccare con mano”, spesso ci si riferisce al voler testare definitivamente qualcosa, anche solo metaforicamente vista l’impossibilità dell’atto fisico. Toccare o comunque l’implementazione di oggetti fisici anche nel marketing digitale, può rivelarsi una mossa vantaggiosa, soprattutto in condizioni tipiche del marketing a risposta diretta nel mondo digitale. Per esempio, quando dopo un corso online si riceve un attestato o un’offerta per un libro o qualunque oggetto fisico, ci sentiamo più vicini alla realtà concreta che all’inconsistenza fisica del digitale. Anche solo richiamare con un buon copy a sensazioni prettamente tattili con parole come per esempio “morbida”, “rugosa” o “ruvida”, può portare alla mente del cliente emozioni legate al senso in questione.

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MARKETING GUSTATIVO

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”VIRGINIA WOOLF

I brand storici legati al settore alimentare, sono capaci di rievocare tramite i loro sapori o i ricordi di esso, emozioni che aumentano il proprio status nella mente del potenziale cliente, il quale si ritroverà a consumare i prodotti di queste aziende poiché vi sono dei legami intensi legati a uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, quello del mangiare. Lo stesso discorso fatto per l’uso del copy nel marketing tattile vale per quello gustativo; parole come “succulento”, “dolce” o “appassionante” possono persuadere in maniera vincente il prospect nello scegliere il proprio prodotto. Spesso a braccetto col marketing olfattivo.

Una più che esplicita immagine che richiama al dolce sapore delle fragole

MARKETING OLFATTIVO

“L’olfatto è il senso dell’immaginazione.”JEAN JAQUES ROUSSEAU

L’olfatto è il primo senso che usiamo alla nascita, non poteva quindi passare inosservato (o inodore?!) al mondo del marketing. L’olfatto è strettamente collegato con l’ippocampo, il sistema limbico e l’amigdala, il primo responsabile della memoria e gli altri due delle emozioni, non c’è da sorprendersi se certe fragranze possono rivelarsi dei potenti “triggers” per portare un potenziale acquirente all’acquisto. È appurato che certi odori provochino al nostro cervello la percezione di determinate sensazioni; per esempio, gli odori di camomilla o vaniglia fanno rilassare, quello del barbecue fa percepire la stanza più piccola e così via. Un determinato profumo in negozio è capace di aumentare le intenzioni di acquisto del potenziale cliente quasi dell’80% ! Nel suo libro “Way of the Wolf”, Jordan Belfort, il vero “Lupo di Wall Street” da cui è tratto l’omonimo film, ha rivelato come l’uso di particolari nebulizzatori di fragranze (non son fatti di quell’innocente “farina” della quale era dipendente ndr.) lo aiuti nel raggiungere uno stato di estrema autostima, che memorizza interiormente proprio grazie a quel determinato odore; è come avere la propria fiducia tra le mani e su richiesta!

Un breve video sulla storia e sul funzionamento dell’olfatto.

E I NOSTRI SENSI NON FINISCONO QUI!

MARKETING SENSORIALE DEL SESTO SENSO

Qualcosa mi dice che sei arrivato fin qui(scusa se a volte posso essere prolisso ma ci sto lavorando), sei una di quelle persone a cui seguire WAI su Instagram e leggere i nostri post sul blog potrebbe SOLO far bene; i nostri contenuti sono dedicati proprio a chi, come te, vuole arrivare alla fine delle cose per avere una visione più completa su ciò che avviene nel mondo del business e del marketing.

Hasta luego!

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