Coronavirus. Kenzo, la speranza sfila in passerella

Kenzo papaveri
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Mentre in queste ore, in Italia, attendiamo i nuovi provvedimenti del prossimo Dpcm, dalla Francia ci arriva la notizia dell’ennesimo lutto causato dal Covid-19. Il coronavirus non ha risparmiato neanche Kenzo Takada, lo stilista giapponese che ha conquistato il mondo con il suo Flower Power. Kenzo si è spento il 4 ottobre all’età di 81 anni.

La nascita del brand Kenzo

Dopo gli studi al Bunka Fashion College di Tokyo, Kenzo Takada si trasferisce a Parigi e qui apre la sua prima boutique, Jungle Jap.

Le sue collezioni – «dialogo di stile tra Oriente e Occidente» – conquistano subito la Francia e ben presto anche il resto del mondo. Negli anni Ottanta arrivano le collezioni uomo e bambino e anche il primo profumo, Kenzo de Kenzo. Ma la fragranza più amata e prodotto di punta della linea parfum arriva nel 2000, Flower by Kenzo, un anno dopo il ritiro di Kenzo Takada dalle passerelle.

Kenzo e il coronavirus

kenzo muore di coronavirus

Felipe Oliveira Baptista – che dal 2019 ricopre il ruolo di direttore creativo del marchio Kenzo – definisce la nuova collezione Primavera/Estate 2021 – presentata a Parigi lo scorso 30 settembre – come risposta all’incertezza causata dalla pandemia e riflesso della sofferenza che ne deriva. Il nuovo direttore creativo sostiene che è impossibile fornire una risposta lineare alla situazione attuale ma è responsabilità di tutti trovare una sorta di senso e di ordine nel mondo. La risposta della casa di moda Kenzo è infondere speranza.

The world is crying, so are the flowers in all the prints we have developed for the collection. Archival Kenzo poppies and hortensias were given a digital crying effect […] The world is ill, the world is bleeding, but it is still alive. And, as long as there is life there is hope.

Felipe oliveira baptista
Kenzo collezione donna
Fonte: Kenzo
Kenzo collezione uomo

Il fallimento di Rifle

fallimento rifle
Fonte: Rifle

Mentre la nuova collezione firmata Kenzo sfila sulla passerella della speranza in risposta alla pandemia, Rifle non sopravvive al coronavirus. L’azienda dei fratelli Fratini, fondata nel 1958, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Firenze lo scorso 1° ottobre. Il jeans Made in Italy – che ha vestito gli anni Ottanta – era in crisi ormai da anni, ma sembra che sia stato proprio il coronavirus a dare il colpo di grazia all’azienda di Barberino del Mugello.

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L’emergenza sanitaria da coronavirus continua a mettere alla prova le aziende di tutto il mondo. In una situazione di diffusa incertezza come quella attuale, alla pari di Kenzo, bisogna porsi le domande giuste per poter rispondere alla crisi in modo adeguato. E in questo contesto, ora più che mai, significa comprendere le nuove necessità dei clienti, sapersi reinventare, ridefinire il proprio brand.

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