Chiara Ferragni ancora una volta nel mirino del Codacons

Chiara Ferragni
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Il Codacons ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica, al Ministero dei Beni Culturali e a Papa Francesco, denunciando Chiara Ferragni per blasfemia e offesa al sentimento religioso. L’influencer numero uno del settore fashion nella classifica stilata da Forbes torna nel mirino del Codacons, questa volta per aver pubblicato sul suo profilo Instagram un’immagine che la ritrae come la Madonna con Bambino di Giovanni Battista Salvi.

Le vicende

Chiara Ferragni Codacons
Fonte: Vanity Fair

Lo scorso 23 settembre Vanity Fair pubblica “Simone Marchetti intervista Chiara Ferragni: madre, figlio e spirito social”. La lunga intervista è corredata da un’immagine che ritrae Chiara Ferragni come Madonna con Bambino dipinta da Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato. Lo stesso giorno l’influencer italiana posta sul suo profilo Instagram la suddetta immagine e alcuni estratti dell’intervista.

La denuncia del Codacons

Il Codacons denuncia l’uso di «immagini che raffigurano Opere d’Arte, immagini Sacre da parte di influencer o profili instagram in cui, però, emerge non solo un intento commerciale non dichiarato ma si associa un uso illegittimo di dette immagini – anche con pregiudizio dei diritti dei minori – usati in tali foto, nonché aventi portata offensiva del sentimento religioso, rectius dignità umana». Con tali premesse, il Codancons, presenta un esposto indirizzato – tra gli altri – anche a:

  • Papa Francesco
  • MIBACT
  • Facebook
  • Instagram
  • Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
  • Ministri della Salute, dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
  • Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria
  • Comitato italiano per l’UNICEF onlus
  • Procura della Repubblica di Roma e Milano.

Facendo riferimento principalmente alle foto pubblicate sulla pagina Instagram Seiquadri potessero Ferragnez – in cui celebri opere d’arte, anche a carattere religioso, vengono rielaborate ritraendo la coppia Ferragnez, peraltro non curata dall’influencer – il Codacons le addita come blasfemia e sacrilegio, definendole addirittura hate crimes.

Chiara Ferragni e Codacons. I precedenti

Il Codacons aveva già messo alla gogna Chiara Ferragni quando si era dichiarato pronto a denunciare la Rai nel caso in cui avesse ingaggiato l’influencer per Sanremo 2020. La presa di posizione del Codacons era stata giustificata dal modello diseducativo che l’influencer rappresenterebbe per i giovani, secondo l’associazione dei consumatori. Non solo, altre occasioni di attrito si erano presentate già nel 2018 con il lancio dell’acqua Evian firmata Ferragni, che il Codacons ha definito “immorale”, e più di recente in occasione della raccolta fondi Ferragnez per rafforzare il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano durante l’emergenza sanitaria. In quest’ultimo caso, si condannava la scelta della piattaforma GoFundMe – che tratterrebbe importanti percentuali dalle donazioni – e si richiedeva all’Ospedale, a GoFundMe e anche alla coppia Ferragnez di restituire le «somme indebitamente trattenute dalla piattaforma».

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Chiara Ferragni con bambino: blasfemia?

Ma torniamo ad oggi e analizziamo la situazione più nel dettaglio. L’immagine che ritrae Chiara Ferragni come Madonna è stata realizzata Francesco Vezzoli, artista italiano che ha esposto i suoi lavori nelle gallerie internazionali più rinomate. È particolarmente noto per le sue raffigurazioni di icone pop. Con la sua serie Sacrilegio, ad esempio, ha riprodotto le più note Madonne del Rinascimento italiano sostituendone i volti con quelli di celebri top model quali Naomi Campbell e Cindy Crawford. In questo caso, si tratta di arte o blasfemia?

Cindy Crawford di Francesco Vezzoli
Fonte: Artsy
Naomi Campbell di Francesco Vezzoli

Riferimenti giuridici

La blasfemia o bestemmia veniva punita con pena pecuniaria – secondo l’art. 724 del Codice Penale – in caso di «invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, i Simboli o le Persone venerati nella religione di Stato». Con la sentenza della Corte Costituzionale n. 440 del 18 ottobre 1995, si dichiara l’illegittimità di tale articolo «limitatamente alle parole: “o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato”», riconoscendo come bestemmia soltanto l’oltraggio alla Divinità. Questa sentenza sostiene, infatti, «pari protezione della coscienza di ciascuna persona che si riconosce in una fede, quale che sia la confessione religiosa di appartenenza». In tal senso, non si può più parlare di blasfemia in riferimento alla Madonna, in quanto persona venerata e non divinità.

Chiara Ferragni vs. Codacons. Cosa ne pensa l’opinione pubblica

Nel video qui di seguito, La Repubblica presenta una rassegna di Tweet in cui gli utenti del social dicono la loro in merito alla diatriba. Ma prima di lasciarvi al video, vi pongo una questione. Se il sentimento religioso è stato così offeso – come sostenuto dal Codacons – perché assistiamo al silenzio stampa dell’Avvenire? Non solo, l’articolo “Chiara Ferragni, gli Uffizi e il senso dell’influencer” del 24 luglio, pubblicato dal quotidiano dei cattolici italiani, ritrae un’immagine tutto sommato positiva di Chiara Ferragni, valorizzandone le competenze e sottolineando le difficoltà che l’influencer italiana deve affrontare quotidianamente:

1 su un milione ce la fa a diventare famoso, e per arrivarci fatica e spende tantissimo. E fatica e spende ancora tantissimo per restare ogni giorno sulla cresta dell’onda del successo.

AvveniRe

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