Tiktok e l’ascesa social: tra attivismo e censura

Se ancora non conosci Tiktok, sono due le probabilità:

  • hai passato la quarantena senza internet
  • hai più di 50 anni.

Il social, di cui abbiamo già trattato a gennaio, ha visto un boom degli iscritti
in questa crisi da Covid-19, raggiungendo 2 Miliardi di utenti, ancora in crescita!

Dal suo esordio è stato additato come “il social dei bambini”,
visto che la grande percentuale di iscritti appartiene alla Generazione Z:
ma proprio loro hanno mostrato le potenzialità del social diventando perfino “baby influencer”.

Ciò non poteva passare inosservato alle aziende, ai Millenials, alla politica e perfino al social stesso!

Come Tiktok si re-inventa: a basso gli stereotipi!

Infatti, Tiktok ha deciso di togliersi l’etichetta di “social di ultima fascia”, che lo rendeva ancora sottovalutato da molti.
Ecco che ha creato un hashtag, spinto dall’algoritmo stesso:
“#imparacontiktok”, per incentivare contenuti educativi che non fossero solo balletti e barzellette, ma storie concrete e utili.
Sorprendetemente, questo, insieme alle norme per proteggere la community, ha portato Tiktok a riempirsi di professionisti, politici e personaggi emergenti:
non mancano all’appello influencer, imprenditori e chi più ne ha più ne metta!

Dal trend al content: i nuovi video su Tiktok!

La forma dei contenuti rimane la stessa, video dai 15 ai 60 sec, che però cambiano tone of voice.
I passi di danza accattivanti si accompagnano oggi a storie, racconti, tutorial e contenuti che insegnano qualcosa.
Non è raro che la vicenda di un utente, venga presa come audio e usata dall’altra parte del mondo:
creando empatia e sopratutto diverse community!
Non si tratta più di meri trend da vedere, ma di contenuti da far propri e diffondere a nostra volta.

Le community di Tiktok

Mentre in altre piattaforme, sono gli hashtag a farti trovare persone a te affini, qui è l’algoritmo stesso.
Infatti, basta interagire con uno, che Tiktok ti mostrerà contenuti simili, mostrando anche tutti i profili che hanno usato lo stesso audio di quel video.
Ciò ha creato veri e propri trend divisi per nicchie, anche se molti riescono a superare questa bolla.
E’ il caso della comunità LGBT+ e Black lives Matters, che hanno trovato il favore di persone esterne raccontando storie ed episodi che raccolgono interesse in tutto il mondo.

Tiktok e l’attivismo sociale

Si è arrivati a parlare perfino di politica, soprattutto oltre oceano.
Recente è l’esempio di Tulsa e Trump, che ha portato diverse polemiche , accusando il social e la Cina stessa di complottismo, ma non è questo il caso.

Cosa è successo:

Qgni comizio politico in USA ha dei ticket che non sono a pagamento nè precludono l’ingresso;
servono a dare al politico un’idea sul numero di partecipanti.
Il Flop di Trump, non è quindi causato dai ragazzi organizzatisi su Tiktok per prendere i ticket senza volerci andare, ma dalla sua ostentazione mediatica.
Infatti, ha dichiarato più volte la presenza di 1M di persone, spaventando i reali sostenitori che con tanta folla temevano i contagi da Covid, sempre più numerosi negli USA.

Anche se il social non ha colpe in questo caso, rimane pur sempre qualcosa nato in un Totalitarismo.

Tiktok per il totalitarismo cinese. Le parole di Anonymous

Censura e Politica: Tiktok e il totalitarismo Cinese.

Nonostante non manchino hashtag e video sugli avvenimenti Americani, non succede lo stesso con le proteste ininterrotte di HongKong: non sono i giovani protestanti a non voler usare il social, ma è il Paese e l’app a censurarli.
Ne avevamo già parlato in un articolo precedente, dove abbiamo riportato l’esempio di una ragazza che sfida la censura, nascondendo un messaggio di denuncia in un video turorial di makeup.

Ad oggi, l’attenzione viene riportata su questo fattore niente di meno che da Anonymous.
Il gruppo di Hacker, si scaglia contro Tiktok senza mezzi termini:

Cancellate subito TikTok, se conoscete qualcuno che la sta usando spiegategli che è un malware gestito dal governo cinese che sta conducendo un’operazione di spionaggio di massa

L’app riuscirebbe a raccogliere dati, posizione e informazioni sulla navigazione di ciascuno dei suoi iscritti.
Questa problematica non è nuova, infatti sia Usa che EU sollecitano da tempo l’app affinchè cambi gestione.

Cambiamenti all’orizzonte

Che qualcosa si stia muovendo, si sospetta da un pop up apparso ai tiktokers poche settimane fa:

Riguarda solo alcuni Paesi, ma si spera che si trovi presto una soluzione per proteggere la privacy senza rinunciare a un social cosi potente.

Tiktok non si ferma: la versione Business.

I possessori di Tiktok non sembrano battere ciglia alle varie denunce , presentando perfino Tiktok for Business che si prefigura lo strumento per lanciare strategie di marketing direttamente dall’app:
la rivoluzione per gli investitori, brand e aziende che renderanno il social ancora più potente dei colossi avversari.

Soprattutto oggi con i vari investitori che ritirano gli Ads da facebook e company..
ma ne parliamo più avanti!

Usi Tiktok? Chissà come si evolverà lo scenario..
Continua a seguirci per non perderti nessun aggiornamento sul mondo social e non solo!

Twitch record: 5 miliardi di ore guardate

Twitch non smette mai di sorprendere. Quando si parla di views e di trend è il Re incontrastato (Twitch REcord).

Già dal primo trimestre aveva confermato il trend positivo di spettatori in forte aumento.

Questo grazie ad una proficua diversificazione della propria offerta non più rivolta interamente ad un pubblico di gamer, ma rivolta ad una piattaforma in costante rivoluzione che aveva la necessità di dire la propria anche in altri settori.

Oggi infatti tra le varie sezioni della piattaforma streaming di Amazon troviamo: talk show, ASMR e streaming di ogni genere.

Alcune categorie di twitch

I numeri di Twitch, market leader

Secondo un report prodotto da Stream Labs e Stream Hatchet, Twitch ha visto un incremento della propria “watch-base” del 62.7% in termini di ore guardate rispetto al primo trimestre del 2020. Raggiungendo quota 5 miliardi di ore guardate nel periodo Aprile-Giugno.

Questi numeri hanno permesso di consolidare il primo posto tra i servizi leader nello streaming con una quota di mercato del 67.6%.

Twitch record: Instancabili content creator

La piattaforma può fare affidamento su una community di content creator infatibile. In termini di ore “streammate” Twitch è esploso da 121.4 milioni di ore nel primo trimestre a circa 193 nel secondo.

Twitch record
Fonte: Streamlabs & Stream Hatchet

Ovviamente, la decisione di Microsoft di “spegnere” il suo servizio di streaming Mixer ha solo spianato la strada ai creator che avevano intenzione di cimentarsi in questo mondo.

Mixer andrà il 22 di luglio, secondo alcuni accordi che sembrerebbero essere nati con Facebook, un asse Zuckember-Gates darebbe una nuova casa ai vecchi streamer della piattaforma.

Twitch vs Youtube: una sfida a due?

Nel frattempo il servizio di streaming offerto da Google denominato “YouTube Gaming Live” ha incrementato il numero di ore guardate del 40% raggiungendo quota 1.5 miliardi di ore.

Sotto alcuni aspetti la crescita sembrerebbe dovuta all’acquisizione tra le propria fila di alcuni dei migliori talenti del settore dell’intrattenimento tra cui Jack “CouRage” Dunlop e Rachell “Valkyrae” Hofstetter.

Twitch Record
Streamlabs & Stream Hatchet

I nuovi talenti, i contenuti sempre freschi e la maggiore attenzione del pubblico hanno permesso alla piattaforma di streaming video di casa Google di avere un incremento delle ore guardate rispetto ai primi mesi dell’anno pari al 20%

Gli haters e i danni alla pubblicità

Recentemente Twitch ha chiesto a tutti i content creator della piattaforma di scavare tra le centinaia di migliaia di ore di streaming effettuate sulla piattaforma per eliminare/oscurare eventuali frame che infrangono le regole attuali della community di twitch.

Nessun problema se non che l’attività dovrà essere svolta in modo completamente manuale dato che twitch non ha messo a disposizione uno strumento di ricerca o filtro che possa semplificare il lavoro di “scraping” da parte dei creator.

Inoltre, tra le varie accuse che gli sono state mosse recentemente c’è quella di non sapere difendere i membri della propria community da comportamenti ed atti offensivi mossi dagli iscritti. Essendo una piattaforma totalmente video-based il content creator si espone direttamente a centinaia di utenti che hanno la possibilità di commentare qualsiasi cosa dall’aspetto fisico al modo di essere.

Tutto questo odio che nasce e si auto-alimenta sulla piattaforma fa sì che anche l’industria pubblicitaria che dovrebbe sostenere Twitch (che ricordiamo ha una market share pari al 67%) tenda ad allontanarsi da questa senza richiedere degli spazi pubblicitari.

Ovviamente, nessun Chief Marketing Officer vorrebbe che tra un insulto ed un altro compaia il proprio messaggio pubblicitario.

Il futuro dell’adv online e l’odio

Quest’ultimo punto si collega direttamente alla decisione di Unilever, Cocacola, Pfizer ed oltre 400 grandi aziende del settore che hanno deciso di non effettuare per 1 mese investimenti pubblicitari sui social network di casa Facebook.

La comunicazione tra esseri umani sembra tornare ad un livello su cui a farla da padrona ci siano l’uguaglianza ed il rispetto reciproco. Sicuramente il ritorno d’immagine di brand come Coca-cola dopo una presa di posizione del genere non può che rafforzarsi, per cui possiamo considerare questa stessa presa di posizione una campagna di marketing a sè stante.

Conclusione

Si può tranquillamente affermare che il trend sia riflesso di quello che accade nella società. Le persone tendono sempre di più ad allontanarsi dalla televisione.

Questo li spinge a sperimentare un nuovo mondo dell’intrattenimento sia live che on-demand orientandosi verso le nuove piattaforme di streaming.

La qualità dei contenuti e la facilità di accesso permettono a tutti di formarsi e crearsi delle idee.

Allo stesso tempo permettono ai creator di far sentire la propria voce anche divulgando idee fuori dal coro.

Probabilmente in un futuro, purtroppo ormai prossimo, assisteremo ad una riduzione della libertà sulle piattaforme.

Quando la guerra tra piattaforme streaming si inasprirà assisteremo probabilmente ad una riduzione della libertà di parola ed un taglio degli streaming a reti unificate.

Se ti è piaciuto il nostro articolo sui Twitch Record continua a leggere il nostro blog per essere informato sulle ultime novità

Millenials consapevoli: costruisci il futuro un post alla volta.

Se ti dico “imprenditrice digitale”, a chi pensi?

Chiara Ferragni

Lei è un ottimo esempio di studentessa ambiziosa.
Si, perchè Chiara Ferragni ha iniziato cosi, all’università e non veniva nemmeno presa sul serio.
Per fortuna, i tempi sono passati e, anche se il fashion blogger non è la strada per tutti,
il digitale e i social hanno creato nuove opportunità.

Oggi, in società dove la meritocrazia rimane un miraggio, con professori saccenti ed esami su esami..la speranza di uno studente risiede.. nelle conoscenze giuste.

Che ti aspettavi? la realtà è una. Ma qui non troverai l’email di Zuckerberg o del Ceo della startup del momento.
Siamo qui, per costruircele da soli, le conoscenze e il nostro futuro.

Ecco dunque, il primo “Perchè avere un profilo linkedin?” !

Perchè proprio linkedin?
Gli studenti d’oggi sono, per la maggior parte, nati con Google e Facebook.
Abituati a selfie sul mare, stories e post della zia in bacheca, l’idea di un social pensato per il lavoro sembra lontano dalle nostre corde. Siamo studenti con la vita scandita da lezioni, libri e materie di cui non si capisce bene l’utilità pratica.
Linkedin è passato un po’ in sordina, vedendolo come “qualcosa che mi servirà quando cercherò lavoro”.
Purtroppo, il social in cravatta, non ha ancora la funzione di spammare il nostro CV a tutti gli iscritti.
Le sue potenzialità sono altre, anche più utili dello spam dell’ultimo minuto.

Tuttavia, essere su linkedin non garantisce agganci e successi.
Serve consapevolezza e ci si renderà subito conto di quanto un post o un commento giusto possano svoltare la situazione.

Ecco 10 consigli per gli studenti su linkedin

1) Compila le aree del profilo con consocenze ed esperienze, in linea col lavoro cui ambisci. Se vuoi diventare un ingegniere edile, aver fatto gli scout si può inserire ma non è quello su cui dovresti focalizzarti.
Questo ti aiuterà a trovare e farti trovare da profili in linea, magari mentori o persone autorevoli nel tuo campo, da cui prendere spunto e conversare sotto i post. Qui non siamo né al liceo, né all’università.. non ci sono conflitti! Già, nemmeno tra ingegnieri e architetti!

2)Non siamo su facebook, non si inviano “richieste di amicizia” ma di contatto. Evita di aggiungere alla lista, la maestra delle medie solo per fare numero. Scegli soggetti interessanti, perchè saranno loro a riempire la tua home di notizie ed eventi.
Ricorda di aggiungere sempre una breve presentazione e il motivo per cui mandi la richiesta.
Perfino ai dirigenti delle aziende fa piacere essere di ispirazione a un giovane studente d’economia o quel che sia.
E chissà, magari un giorno sarà lui a notare un tuo post, apprezzarti ed assumerti!

3)Non sei un fantasma, aprire un profilo solo per guardare gli eventi delle aziende non vale.
La chiave, per Linkedin, sta nella presenza DI VALORE, cioè nei contenuti che un profilo fornisce alla community. Questi possono essere articoli, video, foto.. non importa!
Infatti, l’algoritmo del social si distingue dalla concorrenza non puntando al tempo di permanenza online, ma sulle interazioni del post che possono continuare a crescere anche dopo 3 giorni.

4)Non serve la foto della laurea, il tuo titolo l’avrai già inserito nell’apposita sezione.
La foto profilo è come ciò che vedrebbe il datore di lavoro al primo colloquio: semplice ma professionale.
Accompagnando il tutto con una biografia breve ed incisiva, che mostra chi sei e cosa vuoi diventare, non potrà che essere un buon punto di partenza.

5) No Spam, si SEO. Cos’è? L’ottimizzazione per i motori di ricerca, che però non vale solo per i siti web.
Infatti Linkedin, ha un tool per la ricerca particolare: un mini-google interno.
Cercando “content manager”, ad esempio, si vedranno, come risultati, tutti quei profili dove è ripetuta quella parola e argomento.
Ecco perchè è molto importante scrivere con parole chiave che rimandino al proprio ruolo lavorativo.

6) Qualche collega è su linkedin? Lasciagli una recensione!
Soprattutto se sincera, spingerà a ricambiare. Le recensioni sono l’ideale per arricchire il tuo profilo, rendendolo autentico e personale. Inoltre è un buon modo per ritrovare legami con ex colleghi, non si sa mai dove possono essere arrivati i vecchi amici!

7) Usa un linguaggio adeguato. Ciò non vuol dire strafare con tecnicismi, se non sono nel nostro stile comunicativo.
Parla di ciò che ti appassiona, chiamando le cose col loro nome. Evita sicuramente abbreviazioni, slang ed errori grammaticali.

8) Interagisci, regola aurea di ogni social, qui diventa fondamentale! Commenta e argomenta sotto i post che ti interessano, aggiungendo valore. Gli scambi con la community ti daranno autorevolezza e potrai sempre insegnare qualcosa a qualcuno o impararla a tua volta. Inoltre, non sai mai chi starà leggendo quel commento, e a fare colpo ci vuole davvero poco in un social che conta 575 milioni di utenti.

9) Ricordati che sempre più aziende, prima di fare un colloquio, cercano il candidato online! Cura il tuo brand, mostrandoti come vorresti che l’azienda ti vedesse.

10) Hai una band? Un canale dove mostri i tuoi hobby? Inserisci il link nel profilo, fa sempre piacere scoprire il lato umano delle persone! E chissà, forse troverai nuovi contatti anche per quell’ambito!

Sei già corso ad iscriverti o a cambiare foto profilo? Bene!
Noi ti aspettiamo sui nostri canali, compreso linkedin, per crescere insieme nel lavoro e nelle nostre passioni!

5 Motivi per creare una Pagina Aziendale su Linkedin

Ricordate la pubblicità iconica della coccola? Quella che tutti aspettano quando arriva Natale che, in un modo o nell’altro, ha reso tutto come lo conosciamo, creando un concetto di festa nell’immaginario collettivo associato alle bollicine della bibita scura più conosciuta al mondo.

Bene, questo è stato possibile grazie alla creazione di un brand forte che ha saputo posizionare il proprio prodotto in modo arguto e diverso dalla concorrenza.
Si, a quei tempi la concorrenza non era spietata nell’ambito del beverage  ma con il passare del tempo sempre più aziende hanno fatto il proprio debutto nella industry. Coca cola non si è piegata, anzi ha sempre saputo rispondere ad ogni colpo, mantenendo forte il proprio posizionamento.

Ciò vuol dire che nel tempo coccola è stata capace di costruire un brand. Come?
Grazie alla pubblicità in radio, in televisione e nei punti vendita.

A questo punto vi starete domandando: cosa c’entri la televisione con Linkedin?

Beh il segreto è proprio lì: essere dove è l’attenzione del pubblico.
E ora, l’attenzione di tutti è rivolta ai social media.

Social Business

Un’azienda che non usa i social è se coca cola avesse deciso di non farsi pubblicità, affidandosi solamente alla speranza che qualcuno prima o poi trovi il suo punto vendita o il tuo sito web.
Oggi vivremmo in un mondo blu, da Pepsi!

Perché, lascia che ti dica una cosa: la fortuna non esiste… O meglio, esiste ma va creata!

Stai perdendo un’occasione

La tecnologia si evolve rapidamente, ciò significa che il modo in cui fai business e ti pubblicizzi deve cambiare di continuo.
L’esplosione dei social network ha cambiato perfino il paradigma del marketing,
permettendo a tutti di esprimersi, nel bene e nel male, diventando tutti dei media a sé stanti.
Perché poggiare il tuo “media” su Linkedin? Ecco 5 ottimi motivi:

1)Metti in mostra il tuo brand

Stai perdendo l’opportunità di mettere in mostra il tuo brand: con Linkedin puoi costantemente informare tutti riguardo cosa tu stia facendo, iniziative, concorsi, prodotti.
Una vetrina in cui mettere in evidenza successi, capacità, progetti e tanto altro senza le tempistiche che gli incontri faccia a faccia richiedono. Sarà il valore del tuo prodotto a parlare!

2)Search engine optimization (SEO)

Immagina di conoscere qualcuno interessato alla tua attività, ma non hai con te né i biglietti da visita né il telefono. Ti sei presentato, hai spiegato i tuoi servizi e sembra interessato.. ma non hai nulla per far vedere la qualità del tuo lavoro.

Tornando a casa, il nostro nuovo amico correrà a cercarti su Google, per farsi un’idea di chi sei e del tipo di servizi che offri.

Diverse ricerche dimostrano che l’interesse nella ricerca internet, cala già dopo i primi 6 risultati: bastano, quindi, pochissimi secondi per spazientirsi e rivolgersi altrove.
Se non ti rendi visibile online, senza corrispondenza, zero presenza sui social o, peggio, sbagliata.. perderai potenziali clienti, regalandolo alla concorrenza.

SEO– come sarebbe potuta andare

Dopo esserti presentato, lui prende in mano il suo smartphone e cerca il tuo nome.
Google mostra diversi risultati: oltre un sito web e qualche recensione, trova un profilo Linkedin ben organizzato e ricco di contenuti, che parla di te.

Beh… il risultato sarà sicuramente diverso e, pur non avendo la certezza di ottenere un cliente, lo avrai sicuramente incuriosito concretamente e spinto a richiamarti!

3)Differenziarti dai competitor

Quanti competitors hai? No, non intendiamo nel quartiere..
Ecco, con l’online il tuo quartiere è il mondo, o quasi. Per conoscerli tutti, essere sul social giusto è essenziale: se sei presente su una piattaforma sai cosa fa la tua concorrenza.
Puoi confrontarti giornalmente, in modo costruttivo, guardando cosa fanno gli altri, prendendo spunto e traendo conclusioni. Come delle indagini di mercato a costo zero!
Impari e crei qualcosa di più, per portare ai tuoi potenziali clienti e alla tua audience dei contenuti utili.

La creazione di contenuti come storie, infografiche e foto, dà, infatti, a chi visita la pagina l’impressione di professionalità e competenza, legata al tuo business ed al modo in cui lavori.
 Se aggiungiamo uno storytelling, con immagini o video, inoltre creeremo nel cliente empatia con il brand, immedesimandosi con l’azienda e i suoi prodotti!

4)Last but not least… trovare i Giusti candidati

È il motivo per cui LinkedIn è nato: trovare talenti adatti alla tua azienda.
Il profilo LinkedIn di un candidato ben strutturato offre tutte le informazioni necessarie per capire se fa al caso nostro, molto più di una ricerca sconclusionata su Google, o un CV rattoppato.

*Bonus: Nelle organizzazioni di grandi e medie dimensioni, una pagina linkedin aziendale, ben strutturata, permette ai dipendenti di rimanere informati su ciò che sta succedendo in azienda e come questa comunicano al mondo i propri valori e la realtà aziendale. Si creerà automaticamente consapevolezza e familiarità, rendendo i singoli dipendenti un team legato al brand!

Cosa aspetti a creare il tuo profilo? Sempre più aziende si riscoprono sul social in cravatta, e questo sta innovando le sue offerte ogni giorno. Continua a seguirci, anche su linkedin, per scoprirle insieme!

Whatsapp Pay. Quando pagare diventa questione di chat!

Era solo questione di tempo prima che Facebook lanciasse la sua piattaforma per la gestione dei pagamenti alternativa a Facebook Pay. In questi giorni infatti è stato confermato che sarà proprio il Brasile la nazione pilota per questo nuovo progetto che verrà presto esteso a tutto il mondo.

Rising star: Whatsapp

L’app già la conosciamo, in principio costava 89 centesimi l’anno, permetteva solo di scambiare foto ma aveva portato con sé una grande rivoluzione ovvero quella di poter scambiare messaggi senza utilizzare gli sms o il credito, ma appoggiandosi semplicemente alla connessione dati. Ovviamente, da allora di strada Whatsapp ne ha fatta, la cornetta verde che da gennaio ha superato i 5 miliardi di download solo su Android aggiunge alle sue funzioni una nuova caratteristica: il pagamento.

I test della nuova funzione in giro per il mondo

In realtà il Brasile non è il primo paese in cui la nuova funzionalità di Whatsapp è stata lanciata. Infatti, una versione beta era già stata rilasciata al pubblico in India e dopo alcuni riscontri positivi, Facebook si è decisa a lanciarla su un mercato differente come quello Brasiliano. Qui, nel paese della samba, le persone sembrano adattarsi molto velocemente all’utilizzo di Whatsapp per i pagamenti e man mano che altri partners daranno la possibilità di accettare pagamenti tramite smartphone il colosso acquisirà sempre più potere.

Come sarà inserita nell’app

Whatsapp Pay sarà una feature disponibile direttamente all’interno dell’app, utile ad effettuare donazioni o micro-transazioni con i propri contatti. Il pagamento, semplice ed immediato, tramite smartphone potrà sostituire tutte le transazioni che venivano effettuate precedentemente mediante poste pay semplificando la vita per i market-place online.

La questione della sicurezza tanto cara a Facebook

Secondo i rumors le transazioni tra privati saranno gratuite, invece su quelle business graverà una commissione variabile a seconda del paese. Inoltre, per far sì che le transazioni siano sicure Facebook ha annunciato l’utilizzo di un PIN a 6 cifre per la codifica dei pagamenti o l’utilizzo del riconoscimento biometrico (riconoscimento facciale o impronta digitale) per l’autorizzazione al pagamento. Infine, ogni account dovrà essere connesso ad un circuito di pagamento Mastercard o Visa.

Whatsapp Pay, WeChat Pay due facce della stessa medaglia?

Pensando a questa nuova feature di Whatsapp viene in mente la già nota WeChat per un servizio analogo. Diversamente rispetto a quanto accade sull’app della Tencent (casa produttrice di wechat ndr) Whatsapp pay consentirà di ricevere direttamente i pagamenti dal conto corrente senza passare per un portafoglio virtuale.

WeChat Pay è molto diffusa nel mondo asiatico dove specialmente in Cina ha la market share più alta di tutti i concorrenti. I Cinesi la utilizzano sia per fare shopping da casa che per i pagamenti in store. Originariamente nata come un app di messaggistica (vi ricorda qualcosa?) ha poi allargato il proprio raggio al mondo dei pagamenti. Una volta all’interno dell’applicazione basterà:

  • Selezionare WeChat Pay come metodo di pagamento
  • Accettare la transazione
  • Inserire il PIN o l’impronta digitale
  • Completare il pagamento

Su ogni transazione viene riconosciuta alla piattaforma per l’intermediazione una fee fissa dello 0,6%

Possibili evoluzioni e scenari futuri

Questo vorrà dire che Facebook acquisirà ulteriori dati sulle preferenze dei nostri acquisti. Ciò consentirà all’azienda di Menlo Park di approfondire ulteriormente la conoscenza dell’individuo favorendo il targeting da parte degli annunci pubblicitari, tracciando non solo gli interessi di acquisto ma anche le possibilità economiche di ciascuno di noi.

Siamo convinti di voler cedere un’altra porzione della nostra privacy in vista del progresso?