Propaganda e Social Media. I nuovi politici sono i social media strategist

Quando si parla di comunicazione politica, si fa riferimento all’insieme di pratiche comunicative che coinvolgono tre attori: soggetti politici, media e cittadini. Come ogni altra forma di comunicazione, anche la comunicazione politica è mutevole: si evolve nel tempo, acquisisce nuovi linguaggi, si appropria di nuovi spazi. Accanto alle affissioni, ai comizi e ai talk shows, anche i social media ormai da anni sono divenuti terreno fertile per la propaganda politica e, in particolare, per le campagne elettorali.

Perché i social media?

I social media sono strumenti che consentono di condividere contenuti generati dagli utenti su piattaforme web-based. Poiché chiunque può pubblicare e accedere a contenuti altrui, le forme di utilizzo dei social media sono pressoché illimitate. Tra i social media adottati per la comunicazione politica, i siti di social networking – quali Facebook, Instagram e Twitter – sono divenuti campo di propaganda. Basti pensare, ad esempio, alla campagna presidenziale di Barack Obama del 2008, condotta principalmente su Twitter, Facebook e MySpace.

Lo scenario italiano

facebook VIncenzo De Luca
Fonte: Facebook, pagina ufficiale di Vincenzo De Luca

Anche i politici italiani hanno ben compreso le potenzialità dei social media in termini di propaganda ed è lì che cercano nuovi consensi e sviluppano nuovi dibattiti. Tanti ormai sono i volti politici che popolano le nostre bacheche virtuali e che ci parlano attraverso i loro post, le loro foto, i loro video, comunicando i propri valori, le proprie azioni politiche e prese di posizione su temi di pubblico interesse, ma non solo. Durante la pandemia, ad esempio, i video di Vincenzo De Luca sono divenuti virali per il tono satirico adottato dal Presidente della Regione Campania, mentre le dirette Facebook di Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, ci hanno tenuti aggiornati sulle azioni intraprese dal governo.

Le campagne sui social

instagram Matteo Salvini
Fonte: Instagram, @matteosalviniofficial

La propaganda politica sui social media, come anticipato, può assumere varie forme (leggi anche TikTok e l’ascesa social) e diventa più serrata in periodo di elezioni. Nelle settimane precedenti le elezioni regionali appena concluse, i candidati sono diventati più presenti e più diretti sui social media, ricorrendo anche ad annunci a pagamento. Solo nell’ultimo anno, i partiti italiani hanno investito complessivamente circa 1 milione di euro in inserzioni Facebook e Instagram (fonte Report Maggio 2020 – Orizzonti Politici). Facebook, ad esempio, dà la possibilità di creare inserzioni in pochi semplici passi. Basta scegliere il proprio obiettivo di marketing, l’area geografica e le caratteristiche del target di riferimento. Ma basta così poco?

Il social media strategist: l’altra faccia del profilo pubblico

I guardiani del destino
Da “I guardina del destino” (The Adjustment Bureau, 2011 – regia di George Nolfi)

Come spiega David Norris (Matt Damon) – candidato al Senato nel film I guardiani del destino – nulla della sua immagine è stato scelto da lui, non il suo discorso e nemmeno i vestiti che indossa. E questa è la realtà dei fatti. Dietro a ogni profilo pubblico e politico sui social media, c’è un social media strategist che si prende cura di ogni dettaglio. Tutto è volto a trasmettere un’immagine che raccolga consensi, che sia socialmente attiva, che riduca le distanze che altri mass media avevano posto tra soggetto politico e cittadini. Le community divengono così il nuovo elettorato e i social media strategist l’altra faccia del profilo pubblico e politico.

Brand Awareness: pagare $85 milioni per una pagina di meme

Se tu li avessi, pagheresti 85$ milioni di dollari una pagina che produce meme?

Ma soprattutto, il mondo del lavoro è già cambiato così radicalmente?

Ebbene si! Stiamo parlando dell’operazione di acquisto della pagina di meme Daquan del gruppo IMGN Media da parte della famosa Warner Music Group.

IMGN Media è un network di pagine presenti su vari social che annovera tra i suoi follower svariati milioni di utenti tra cui nomi in voga del mondo dello spettacolo tra cui Drake, The Weeknd, Justin Bieber ed altri…

La pagina in questione, Daquan, è stata aperta da un ragazzo del liceo nel 2014 per poi espendarsi via via in un impero mediatico.

Perchè un’etichetta discografica vorrebbe una pagina di meme?

La risposte plausibili sono due: stare al passo delle mode giovanili e risparmiare sugli ingaggi degli influencer.

Pensa di avere a disposizione una pagina su qualsiasi social con queste caratteristiche:

  • 15,6 milioni di follower
  • circa 5 mila commenti per post
  • 515k di like per post
  • un engagement rate del 3.33%

Vorrebbe dire che la tua presenza online sarebbe un media a sé. Riuscire a catalizzare l’attenzione di tutte quelle persone verso i tuoi contenuti è l’ambizione di ogni creator digitale e non.

Allo stesso tempo pensa alla convenienza di poter testare su una platea così ampia se nuovi talenti possono funzionare senza pagare lo scotto di dover testare il mercato in modi canonici.

Le nuove frontiere della brand awareness

La Brand Awareness è quel concetto per cui un cliente è invogliato a scegliere te piuttosto che un’altra marca solo perchè al momento dell’acquisto riconosce il tuo brand e questo evoca qualcosa nella sua memoria.

Sebbene la definizione data sopra sia molto ampia allo stesso modo lo è la Brand Awareness che comprende svariati fattori.

La forza del brand, quindi, permette all’azienda di aumentare i propri profitti ed in passato prevedeva la produzione di uno specifico tipo di contenuti:

  • In principio c’erano i Blog in cui venivano inseriti decine di migliaia di articoli l’anno
  • Dopo c’è stata la SEO(Se vuoi approfondire leggi il nostro articolo sulla SEO) in modo che tutti i contenuti venissero messi in cima
  • Subito dopo con l’avvento dei social ci sono state le infografiche. Utilizzate ancora largamente come referral tramite pinterest
  • Per le aziende più grandi c’erano e funzionano tuttora molto bene le partnership con i volti noti del mondo dello spettacolo e dello sport (immaginate le pubblicità di Nike o Adidas senza nemmeno necessità di effettuare product placement)
  • …ed infine arrivano i MEME

Quindi, la soluzione è comprare una pagina di meme?

No, attenzione costruire la Brand Awareness ed essere riconosciuti non è un processo veloce o facile.

Ciò che è necessario è ricavare in modo graduale il proprio spazio anche mediante le altre tecniche descritte sopra aiutando i tuoi potenziali clienti a ricordare il tuo brand legandoti ad una necessità specifica o ad un emozione:

  • Calzature sportive – Nike
  • Bevanda da festa – CocaCola
  • Caramelle per bambini – Goleador/ChupaChups
  • Brivido della velocità – Ferrari

L’overnight success non esiste mai – o quasi – nella realtà, è necessario ricordare che per costruire la brand awareness non esiste una ricetta unica e specifica ma è importante continuare a testare varie strategie per ottenere l’effetto desiderato.

Cosa si intende per Marketing Sensoriale

Il marketing sensoriale è una particolare strategia di promozione commerciale che, come dice il nome stesso, coinvolge i 5 sensi umani all’interno del processo di commercializzazione. Infatti, in un mondo dove siamo continuamente bombardati da file audiovisivi, ci dimentichiamo dell’esistenza dei fratellini di vista e udito, cioè olfatto, tatto e gusto. A volte, anzi, spesso, capita che neanche gli stessi file che percepiamo con vista e udito appaghino o abbiano un pieno engage con noi stessi. D’altra parte, in questa mole immensa di contenuti, per arrivare a toccare con mano piena le corde dei nostri sensi ci vuole qualcosa di veramente studiato che possa smuoverci; il marketing sensoriale è nato per questa esigenza.

IL DARK HORSE DEL MARKETING

“Per andare oltre i limiti del corpo, ci si deve immergere in esso, si devono spalancare i propri sensi.”JIM MORRISON

Come ben disse Jim Morrison, i sensi possono realmente aprirci le porte  entro le quali ci possiamo sentire limitati, per questo motivo anche il mondo del business sta realmente prendendo in considerazione il potenziale del marketing sensoriale, un “Dark horse”(la parentesi musicale era finita con Jim Morrison, non pensare a Katy Perry proprio ora mio caro lettore) che viene cavalcato sempre di più e sempre più consapevolmente dalle grandi aziende. Vediamo come si configura e integra in sè ognuno dei 5 sensi per un’esperienza a 360 gradi e una full immersion nel brand.

MARKETING VISUALE

“Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.”GALILEO GALILEI

Tra i 5 sensi, quello più stimolato e stimolabile dal mondo del marketing è senza dubbio la vista. Infatti, per pizzicarla, si usa da sempre il potere dei colori; essi infatti, consentono a chi guarda di farsi un’idea basata su determinate sensazioni che il colore provoca. Tralasciamo elementi come i video o le immagini che, più che far parte del marketing visuale, sono le basi del marketing (sensoriale), soprattutto di quello digitale.

Ti fidi di noi? 😉

MARKETING UDITIVO

“Amo ascoltare. Ho imparato un gran numero di cose ascoltando attentamente. Molte persone non ascoltano mai.”ERNEST HEMINGWAY

Secondo uno studio dell’Università di McGill, l’essere umano decifra in un decimo di secondo le emozioni comunicate vocalmente, il che rende il nostro udito più sensibile alle emozioni rispetto alla lettura delle parole. Non c’è da meravigliarsi se certi suoni sono “più uguali degli altri”, come scrisse Orwell(contemporaneo di Hemingway) nella sua opera “La fattoria degli animali”. Come spesso capita, molti suoni ci fanno viaggiare col tempo, sia proiettandoci verso un futuro migliore che facendoci rivivere memorie indissolubili, le quali ci possono rendere fedeli consumatori di un brand piuttosto che di un altro.

Qualche famoso suono tech che potreste riconoscere in una frazione di secondo spiegato dagli esperti.

MARKETING TATTILE

“Tuca tuca, tuca…no,sinceramente non voglio mettere la Carrà e Enzo Paolo Turchi in un articolo sul marketing…”ALBERTO ARMAS

Scherzi a parte, come l’occhio, anche la mano vuole la sua parte. Quando si dice “toccare con mano”, spesso ci si riferisce al voler testare definitivamente qualcosa, anche solo metaforicamente vista l’impossibilità dell’atto fisico. Toccare o comunque l’implementazione di oggetti fisici anche nel marketing digitale, può rivelarsi una mossa vantaggiosa, soprattutto in condizioni tipiche del marketing a risposta diretta nel mondo digitale. Per esempio, quando dopo un corso online si riceve un attestato o un’offerta per un libro o qualunque oggetto fisico, ci sentiamo più vicini alla realtà concreta che all’inconsistenza fisica del digitale. Anche solo richiamare con un buon copy a sensazioni prettamente tattili con parole come per esempio “morbida”, “rugosa” o “ruvida”, può portare alla mente del cliente emozioni legate al senso in questione.

MARKETING GUSTATIVO

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”VIRGINIA WOOLF

I brand storici legati al settore alimentare, sono capaci di rievocare tramite i loro sapori o i ricordi di esso, emozioni che aumentano il proprio status nella mente del potenziale cliente, il quale si ritroverà a consumare i prodotti di queste aziende poiché vi sono dei legami intensi legati a uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, quello del mangiare. Lo stesso discorso fatto per l’uso del copy nel marketing tattile vale per quello gustativo; parole come “succulento”, “dolce” o “appassionante” possono persuadere in maniera vincente il prospect nello scegliere il proprio prodotto. Spesso a braccetto col marketing olfattivo.

Una più che esplicita immagine che richiama al dolce sapore delle fragole

MARKETING OLFATTIVO

“L’olfatto è il senso dell’immaginazione.”JEAN JAQUES ROUSSEAU

L’olfatto è il primo senso che usiamo alla nascita, non poteva quindi passare inosservato (o inodore?!) al mondo del marketing. L’olfatto è strettamente collegato con l’ippocampo, il sistema limbico e l’amigdala, il primo responsabile della memoria e gli altri due delle emozioni, non c’è da sorprendersi se certe fragranze possono rivelarsi dei potenti “triggers” per portare un potenziale acquirente all’acquisto. È appurato che certi odori provochino al nostro cervello la percezione di determinate sensazioni; per esempio, gli odori di camomilla o vaniglia fanno rilassare, quello del barbecue fa percepire la stanza più piccola e così via. Un determinato profumo in negozio è capace di aumentare le intenzioni di acquisto del potenziale cliente quasi dell’80% ! Nel suo libro “Way of the Wolf”, Jordan Belfort, il vero “Lupo di Wall Street” da cui è tratto l’omonimo film, ha rivelato come l’uso di particolari nebulizzatori di fragranze (non son fatti di quell’innocente “farina” della quale era dipendente ndr.) lo aiuti nel raggiungere uno stato di estrema autostima, che memorizza interiormente proprio grazie a quel determinato odore; è come avere la propria fiducia tra le mani e su richiesta!

Un breve video sulla storia e sul funzionamento dell’olfatto.

E I NOSTRI SENSI NON FINISCONO QUI!

MARKETING SENSORIALE DEL SESTO SENSO

Qualcosa mi dice che sei arrivato fin qui(scusa se a volte posso essere prolisso ma ci sto lavorando), sei una di quelle persone a cui seguire WAI su Instagram e leggere i nostri post sul blog potrebbe SOLO far bene; i nostri contenuti sono dedicati proprio a chi, come te, vuole arrivare alla fine delle cose per avere una visione più completa su ciò che avviene nel mondo del business e del marketing.

Hasta luego!

Le 20 migliori citazioni di Jeff Bezos su marketing e business

Esistono uomini e donne in grado di creare un business dal nulla …

Sbagliato! 

Niente si forma da sé, ognuno dei personaggi che oggi consideriamo come guru del successo, modelli di riferimento, è partito da un piano preciso: ha organizzato la strategia tenendo presente la possibilità di non vedere risultati per molto tempo, anche anni.

Parliamo di un uomo che ha avuto il coraggio di scrivere un business plan durante un viaggio in fuoristrada, concedendo 4-5 anni al suo progetto per realizzarsi in qualcosa di concreto. Un uomo che ha evoluto lo schizzo di partenza dandogli una forma, un marchio e tante diverse prospettive: Jeff Bezos.

Amazon (società di commercio elettronico), Blue Origin (società di start up per voli spaziali), The Washington Post, sono solo alcune delle attività gestite dall’imprenditore statunitense che lo hanno reso l’uomo più ricco del mondo, in grado di finanziare progetti no-profit, organizzazioni caritatevoli; non solo uomo di business, ma anche un filantropo.

Come ogni guida che si rispetti, anche Jeff Bezos ha elargito, nel corso degli anni, affermazioni che possono racchiudere il suo pensiero nell’ambito del marketing e del business. Ecco una selezione:

1 “Pazienza, perseveranza e attenzione maniacale per i dettagli.” 

2 “Quello che è pericoloso è non evolvere.” 

3 “Credo che tu debba essere disposto a essere frainteso se hai intenzione di innovare.” 

4  “La vita è troppo breve per uscire con persone che non sono intraprendenti.”

5  “Se non puoi tollerare le critiche non fare nulla di nuovo o interessante. “

Queste prime frasi descrivono il tipo di approccio che è utile avere: un atteggiamento determinato e disciplinato, per superare insuccessi e critiche esterne. Semplicemente, seguire la strada da te segnata. Questo è un mantra nelle citazioni di Jeff Bezos.

6 “La mia opinione è che ogni azienda richiede una visione di lungo termine” 

7  “Se non capisci i dettagli dei tuoi affari sei destinato a fallire.”

8 “Il tuo margine è la mia opportunità” 

9 “Sapevo che se avessi fallito non me ne sarei pentito, ma sapevo che me ne sarei pentito se non avessi almeno provato.”  

10  “La domanda più comune che viene posta nel mondo degli affari è, ’perché?’ Questa è una buona domanda, ma una domanda altrettanto valida è, ’perché no?’” 

Coraggio, perseveranza, un po’ di follia e tanta fiducia nella riuscita del progetto, questo è il mood delle citazioni di Jeff Bezos. È un mondo che non ti indica fin da subito la strada giusta, ma ti lascia lo spazio per segnarla.

11  “Vediamo i nostri clienti come invitati a una festa dove siamo i padroni di casa. È nostro compito ogni giorno rendere ogni aspetto importante dell’esperienza del cliente sempre migliore” 

12 “I clienti ci saranno fedeli fino al minuto secondo in cui un concorrente offrirà un servizio migliore. Un po’ di paura fa bene.”

13. “Se costruisci una grande esperienza, i consumatori parleranno tra loro di quello. Il passaparola è molto potente.”

14 “Le persone hanno un appetito vorace di cose nuove, e il “wow” di ieri diventa rapidamente “l’ordinario” di oggi.”

15 “Il miglior customer service è se il cliente non ha bisogno di chiamarti, non ha bisogno di parlare con te. Funziona bene.”

La ragione è del cliente, ma non sempre questo ha le idee chiare e soprattutto, i gusti sono volubili; ciò che piace adesso potrebbe diventare “out” tra qualche tempo. Il tuo compito è quello di rivestire il business di novità, mantenendoti visibile. Sii sempre individuabile.

16 “Sono scettico nei confronti di qualsiasi missione che abbia i pubblicitari al suo centro” 

17 “Nel vecchio mondo, dedicavi il 30% del tuo tempo a creare un ottimo servizio e il 70% del tuo tempo a pubblicizzarlo. Nel nuovo mondo, è l’inverso” 

18 “Ci aspettiamo che tutte le nostre attività abbiano un impatto positivo dall’inizio alla fine. La redditività è molto importante per noi o non saremmo in questo business”.

19 “L’equilibrio del potere si sta spostando verso i consumatori e lontano dalle aziende…Il modo giusto di rispondere a ciò, se sei una società, è quello di mettere la stragrande maggioranza delle tue energie, della tua attenzione e dei tuoi dollari nella costruzione di un grande prodotto o servizio e mettere meno impegno a straparlare a pubblicizzarlo.” 

20 “Un marchio per un’azienda è come la reputazione per una persona. Ci si guadagna una reputazione cercando di fare bene le cose difficili.” 

Un buon piano di marketing è fondamentale per offrire un impatto positivo ai clienti; ora che, grazie alla rete, esistono tanti modi per pubblicizzarsi, anche la competizione è aumentata in forme nuove.

Non diventerai un buon esperto di business semplicemente leggendo questa lista, altrimenti esisterebbero tanti Jeff Bezos nel mondo. Adesso inizia la parte più interessante: mettersi alla prova!

Se ti sei appassionato alle citazioni di Jeff Bezos, non aspettare ancora e inizia a seguirci sui social per rimanere aggiornato!

Le 20 migliori citazioni sul marketing e sul business di Warren Buffett

Le 20 migliori citazioni sul marketing e sul business di Warren Buffett

Warren Buffett, conosciuto anche come “L’oracolo di Omaha”, è uno degli imprenditori e investitori più conosciuti e apprezzati al mondo, issandosi come terzo uomo più ricco del mondo con un patrimonio netto di 89,4 miliardi di dollari ad oggi. Oltre allo spiccato sesto senso finanziario(comprò le sue prime azioni a 11 anni!), Warren Buffett è stato anche l’autore di diverse frasi che, vuoi perché dette da lui, vuoi perché alcune possono sembrare inaspettate, sono considerate delle massime per esperti e non del mondo del business, del marketing e degli investimenti.

Ecco le 20 che abbiamo selezionato per te:

  1. “La prima regola è di non perdere. La seconda regola è di non dimenticare la prima regola.”
  2. “Il rischio nasce dal non sapere cosa stai facendo.”
  3. “Nel mondo degli affari, lo specchietto retrovisore è sempre più chiaro del parabrezza.”
  4. “L’investimento deve essere razionale. Se non lo capite, non lo fate.”
  5. “La qualità più importante di un investitore è il temperamento, non l’intelletto. Hai bisogno di temperamento per non provare grande piacere né nel seguire la folla, né nell’andare controcorrente.”
  6.  “Il mercato azionario è semplice. Basta acquistare per una cifra inferiore al loro valore intrinseco quote di una grande azienda gestita da dirigenti integerrimi e capaci, e quindi conservare quelle quote per sempre.”
  7. “Investo in quello che mangio.” (Quando comprò 1 miliardo di dollari di azioni Coca Cola)
  8. “La diversificazione è una protezione contro l’ignoranza. Non ha molto senso per coloro i quali sanno cosa stanno facendo.”
  9. “Quello di cui un investitore ha bisogno è l’abilità di valutare correttamente business selezionati. Nota, la parola “selezionati”. Non devi esperto su ogni azienda. Devi essere solo capace di valutare le aziende all’interno del tuo cerchio di competenze. L’ampiezza di questo cerchio non è importante, ma conoscere i suoi confini, lo è.”
  10. “Sono un investitore migliore perché sono un uomo di business e sono un uomo di business migliore perché sono un investitore.”
  11. “Vado a letto felice ogni sera consapevole che dei peli stanno crescendo sul viso di miliardi di maschi e sulle gambe di donne in tutto il mondo mentre dormo. É più divertente che contare le pecore.” (Starai pensando “Altro che Coca Cola, questo se la corregge con lo Jägermeister”, non è pazzo, è solo l’azionista di maggioranza della Gillette J)
  12. “Ci vogliono vent’anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se pensi a questo, farai le cose in modo diverso.”
  13. “Non amo saltare un ostacolo di tre metri. Preferisco guardarmi intorno e cercare un ostacolo di un metro che posso scavalcare.”
  14. “È meglio essere approssimativamente giusti che precisamente sbagliati.”
  15. “Negli affari le cose migliori da fare sono le cose semplici, ma farle è sempre molto difficile.”
  16.  “I guadagni possono essere modellabili come creta quando un ciarlatano guida la società che li dichiara.”
  17. “È meglio essere approssimativamente giusti che precisamente sbagliati.”
  18. “Devi fare solo poche cose buone nella vita e per tanto tempo così non ne farai troppe sbagliate.”
  19. “ Investi in te stesso. Un modo facile per valere almeno il 50% in più di quanto vali oggi è quello di affinare le proprie capacità comunicative. Se non sai comunicare, è come fare l’occhiolino ad una ragazza al buio: non succede niente. Puoi avere tutta le idee del mondo, ma devi essere capace di trasmetterle  agli altri.”
  20. “Dico sempre agli studenti dei licei, quando avrete la mia età avrete successo se le persone che speravate vi amassero, vi amano.”
  21. (BONUS SEMI-CIT.) “ Se sei interessato ad argomenti come marketing, business e altre frasi di imprenditori bravi come me, segui WAI Brand Identity nei canali social e non perderti gli articoli del blog :)”

Con affetto                                                                                                                                

                                                                                                                                                 Warren E. Buffett