Guerrilla Marketing. PlayStation 5 e l’upgrade di Oxford Circus

Giorno di lancio per PlayStation 5, l’attesissima nuova console Sony. Già disponibile in USA, Canada, Messico, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia dalla scorsa settimana, da oggi è acquistabile anche in Europa. La campagna globale Play has no limits – che ha generato un hype altissimo – come da nome, non poteva limitarsi ai trailer e si è, invece, inserita nel contesto urbano grazie ad una composita strategia di guerrilla marketing.

Cos’è il guerrilla marketing   

guerrilla marketing

Il guerrilla marketing è una strategia di marketing non convenzionale che ha l’obiettivo di stupire il pubblico e catturare l’attenzione dei media, in modo da diventare virale. Per sortire tale effetto, non può avvalersi dei canali pubblicitari convenzionali, altrimenti andrebbe a confondersi tra la miriade di messaggi promozionali a cui siamo sottoposti quotidianamente. Pertanto, il guerrilla marketing predilige il contesto urbano per stabilire un contatto sensoriale e più diretto con il suo pubblico. A differenza di altre strategie di marketing, la sua azione è rapida e inaspettata. Programmata per essere fruita in tempi brevissimi, una campagna di guerrilla marketing si consuma rapidamente, nell’arco di poche ore o pochi giorni. Se fosse prolungata nel tempo, perderebbe il suo effetto sorpresa diventando banale abitudine.

Un caso esemplare

The Blair Witch Project

Uno dei primi esempi di guerrilla marketing, e anche uno dei più riusciti, è la leggenda metropolitana che ha fatto da sfondo al film The Blair Witch Project. La leggenda, che è stata diffusa da un sito web, raccontava della scomparsa di tre giovani cineasti nella foresta di Black Hills in Maryland nel 1994 e di cui, pochi anni più tardi, erano state ritrovate le ultime riprese. Grazie a questa campagna, il film scritto e diretto dai due registi Myrick e Sánchez – all’epoca sconosciuti – ha registrato il tutto esaurito ai botteghini, incassando oltre un miliardo e mezzo di dollari nel solo weekend di uscita.

Il guerrilla marketing di PlayStation 5

Play has no limits è il nome della campagna di lancio della nuova PlayStation 5, campagna composita che -come vedremo – sfocia nel guerrilla urbano. A giugno PlayStation pubblica sul canale YouTube il video The Future of Gaming, un’introduzione ad una nuova esperienza di gioco. Nel video prendono forma le storiche icone dei tasti del controller firmato Sony, in una sorta di rinascita a 7 anni dall’uscita della PlayStation 4.

E se il gioco non ha limiti, perché dovrebbe averli la campagna PlayStation? Ecco, dunque, che si svincola dai video trailer ed entra nelle piazze, attraverso giochi di luce che riproducono la console e le sue icone. Dalla Nuova Zelanda al Canada, i monumenti si illuminano con lo spettacolo di PlayStation. E ieri lo spettacolo è arrivato anche a Venezia, che ha ospitato la campagna in Piazza San Marco.

L’underground di Londra

Ma è a Londra che PlayStation ha riservato la chicca della sua campagna. A Oxford Circus, infatti, la segnaletica della metropolitana è stata sostituita con le icone della console Sony.

Non solo, anche altre stazioni sono state prese di mira dal guerrilla marketing PlayStation:

  • Mile End è diventata Miles End, come riferimento a Spider-Man: Miles Morales
  • Lancaster Gate ha preso il nome di Ratchet and Clankaster Gate
  • Seven Sisters è divenuta Gran Turismo 7 Sisters
  • West Ham è ora Horizon Forbidden West Ham.

I fan PlayStation avranno certamente riconosciuto in questi nomi alcuni dei giochi più popolari disponibili per la console Sony. Un’esperienza di gioco metropolitana e, di certo, una strategia di guerrilla marketing riuscita (leggi anche Campagne marketing di successo).

Disney e l’intramontabile magia del Natale

La Walt Disney Company lancia la campagna globale From Our family to Yours con il suo primo spot natalizio omonimo, che è un inno alle tradizioni e all’unione familiare. I protagonisti del commovente commercial Disney, che si presenta come un cortometraggio di 3 minuti, sono una nonna – Lola – sua nipote e Topolino. Lo spot vuole supportare l’organizzazione onlus Make-A-Wish e celebrarne i 40 anni di partnership.

Walt Disney Company

disney studios

Fondata nel 1923 con il nome di Disney Brothers Cartoon Studios, la multinazionale statunitense del mondo dell’animazione ha fatto sognare, ridere e commuovere migliaia di bambini e ragazzi dagli anni Trenta ad oggi. I suoi film d’animazione sono ancora i più amati e conosciuti al mondo, anche grazie alla loro visione pionieristica che da sempre ha fatto proprie le politiche di inclusione sociale, anticipando anche gli Academy Awards che solo di recente hanno introdotto degli standard di inclusione.

L’inclusione sociale

personaggi disney
Fonte: Cinematographe

Disney ci ha abituati a conoscere e ad amare le differenze attraverso i suoi film. È un’azienda eterogenea che si racconta attraverso le sue storie (leggi anche Storytelling. Raccontare il brand), includendo personaggi di ogni sorta. Dell’universo degli eroi Disney fanno, infatti, parte uomini e donne, di diverse etnie e ranghi sociali e con disabilità fisiche e cognitive. Basti pensare a Mulan, Aladdin, Cenerentola, Quasimodo, Nemo, Dumbo e Dory, per citarne alcuni. Non solo, dopo diverse speculazioni dal basso su possibili personaggi LGBTQ+, Disney-Pixar ha creato il suo primo personaggio che ufficialmente rappresenta queste comunità. Si tratta dell’agente Specter in Onward, che introduce l’amore omosessuale nell’universo Disney. Ma l’inclusione di Disney non si limita ai suoi film, si manifesta anche nelle sue iniziative e nell’eterogeneità dei suoi impiegati. Ad esempio, proprio oggi ha voluto celebrare la Giornata dei Veterani con una cerimonia tenutasi all’alba al Magic Kingdom Park e ha annunciato la sua partecipazione all’AfroTech World Conference. E, lasciatevelo dire, anche questo è marketing!

From Our family to Yours, la campagna

From our family to yours
Fonte: The Walt Disney Company

From Our Family to Yours è uno spot-cortometraggio commovente che si ispira ai temi delle tradizioni, dell’unione familiare e della nostalgia. Filo conduttore e simbolo di questi temi è Topolino, amato giocattolo di Lola, una nonna che lo dà in dono a sua nipote, dopo averlo ricevuto a sua volta da suo padre quando era bambina. Il commercial Disney celebra i 40 anni di partnership con Make-A-Wish, organizzazione no profit che realizza i desideri di bambini e ragazzi dai 3 i 17 anni affetti da gravi patologie.

Topolino

Topolino vintage
Fonte: The Walt Disney Company

Il Topolino presente nello spot è stato prodotto in edizione limitata ed acquistabile negli store e online shop Disney. Fino al 29 aprile 2021, ovvero il prossimo World Wish Day, il 25% del ricavato su ogni Topolino venduto sarà donato a Make-A-Wish. Inoltre, anche la soundtrack ufficiale dello spot e della campagna – Love is a Compass di Griff – contribuisce alle donazioni. Per ogni download dai canali ufficiali fino al 31 dicembre, il 100% dei ricavati sarà devoluto in favore di Make-A-Wish International per supportare gli affiliati dell’organizzazione in 50 paesi, Italia inclusa.

#LoveFromDisney

La campagna Disney si rivolge anche agli utenti dei social (per approfondire, Social media engagement). Per sostenere la causa di Make-A-Wish e celebrare le tradizioni familiari natalizie, infatti, lancia l’hashtag #LoveFromDisney. Disney invita gli utenti di Facebook, Instagram e Twitter a condividere i loro ricordi e le loro tradizioni familiari natalizie sui social usando l’hashtag della campagna. Per ogni ricordo speciale che verrà condiviso con post pubblico entro il 31 dicembre, Disney donerà un ulteriore dollaro a Make-A-Wish fino a un tetto massimo di 100.000$.

Il commercial Disney

La campagna Disney celebra i legami familiari, le tradizioni e la loro nostalgia in un momento storico in cui il distanziamento sociale è un obbligo soprattutto morale prima che di legge. Le emozioni suscitate dal commercial sono, pertanto, amplificate dal contesto. Che dire?! Il corto parla da sé e, se non lo avete ancora visto, lo trovate qui.