Tiktok e l’ascesa social: tra attivismo e censura

Se ancora non conosci Tiktok, sono due le probabilità:

  • hai passato la quarantena senza internet
  • hai più di 50 anni.

Il social, di cui abbiamo già trattato a gennaio, ha visto un boom degli iscritti
in questa crisi da Covid-19, raggiungendo 2 Miliardi di utenti, ancora in crescita!

Dal suo esordio è stato additato come “il social dei bambini”,
visto che la grande percentuale di iscritti appartiene alla Generazione Z:
ma proprio loro hanno mostrato le potenzialità del social diventando perfino “baby influencer”.

Ciò non poteva passare inosservato alle aziende, ai Millenials, alla politica e perfino al social stesso!

Come Tiktok si re-inventa: a basso gli stereotipi!

Infatti, Tiktok ha deciso di togliersi l’etichetta di “social di ultima fascia”, che lo rendeva ancora sottovalutato da molti.
Ecco che ha creato un hashtag, spinto dall’algoritmo stesso:
“#imparacontiktok”, per incentivare contenuti educativi che non fossero solo balletti e barzellette, ma storie concrete e utili.
Sorprendetemente, questo, insieme alle norme per proteggere la community, ha portato Tiktok a riempirsi di professionisti, politici e personaggi emergenti:
non mancano all’appello influencer, imprenditori e chi più ne ha più ne metta!

Dal trend al content: i nuovi video su Tiktok!

La forma dei contenuti rimane la stessa, video dai 15 ai 60 sec, che però cambiano tone of voice.
I passi di danza accattivanti si accompagnano oggi a storie, racconti, tutorial e contenuti che insegnano qualcosa.
Non è raro che la vicenda di un utente, venga presa come audio e usata dall’altra parte del mondo:
creando empatia e sopratutto diverse community!
Non si tratta più di meri trend da vedere, ma di contenuti da far propri e diffondere a nostra volta.

Le community di Tiktok

Mentre in altre piattaforme, sono gli hashtag a farti trovare persone a te affini, qui è l’algoritmo stesso.
Infatti, basta interagire con uno, che Tiktok ti mostrerà contenuti simili, mostrando anche tutti i profili che hanno usato lo stesso audio di quel video.
Ciò ha creato veri e propri trend divisi per nicchie, anche se molti riescono a superare questa bolla.
E’ il caso della comunità LGBT+ e Black lives Matters, che hanno trovato il favore di persone esterne raccontando storie ed episodi che raccolgono interesse in tutto il mondo.

Tiktok e l’attivismo sociale

Si è arrivati a parlare perfino di politica, soprattutto oltre oceano.
Recente è l’esempio di Tulsa e Trump, che ha portato diverse polemiche , accusando il social e la Cina stessa di complottismo, ma non è questo il caso.

Cosa è successo:

Qgni comizio politico in USA ha dei ticket che non sono a pagamento nè precludono l’ingresso;
servono a dare al politico un’idea sul numero di partecipanti.
Il Flop di Trump, non è quindi causato dai ragazzi organizzatisi su Tiktok per prendere i ticket senza volerci andare, ma dalla sua ostentazione mediatica.
Infatti, ha dichiarato più volte la presenza di 1M di persone, spaventando i reali sostenitori che con tanta folla temevano i contagi da Covid, sempre più numerosi negli USA.

Anche se il social non ha colpe in questo caso, rimane pur sempre qualcosa nato in un Totalitarismo.

Tiktok per il totalitarismo cinese. Le parole di Anonymous

Censura e Politica: Tiktok e il totalitarismo Cinese.

Nonostante non manchino hashtag e video sugli avvenimenti Americani, non succede lo stesso con le proteste ininterrotte di HongKong: non sono i giovani protestanti a non voler usare il social, ma è il Paese e l’app a censurarli.
Ne avevamo già parlato in un articolo precedente, dove abbiamo riportato l’esempio di una ragazza che sfida la censura, nascondendo un messaggio di denuncia in un video turorial di makeup.

Ad oggi, l’attenzione viene riportata su questo fattore niente di meno che da Anonymous.
Il gruppo di Hacker, si scaglia contro Tiktok senza mezzi termini:

Cancellate subito TikTok, se conoscete qualcuno che la sta usando spiegategli che è un malware gestito dal governo cinese che sta conducendo un’operazione di spionaggio di massa

L’app riuscirebbe a raccogliere dati, posizione e informazioni sulla navigazione di ciascuno dei suoi iscritti.
Questa problematica non è nuova, infatti sia Usa che EU sollecitano da tempo l’app affinchè cambi gestione.

Cambiamenti all’orizzonte

Che qualcosa si stia muovendo, si sospetta da un pop up apparso ai tiktokers poche settimane fa:

Riguarda solo alcuni Paesi, ma si spera che si trovi presto una soluzione per proteggere la privacy senza rinunciare a un social cosi potente.

Tiktok non si ferma: la versione Business.

I possessori di Tiktok non sembrano battere ciglia alle varie denunce , presentando perfino Tiktok for Business che si prefigura lo strumento per lanciare strategie di marketing direttamente dall’app:
la rivoluzione per gli investitori, brand e aziende che renderanno il social ancora più potente dei colossi avversari.

Soprattutto oggi con i vari investitori che ritirano gli Ads da facebook e company..
ma ne parliamo più avanti!

Usi Tiktok? Chissà come si evolverà lo scenario..
Continua a seguirci per non perderti nessun aggiornamento sul mondo social e non solo!

Millenials consapevoli: costruisci il futuro un post alla volta.

Se ti dico “imprenditrice digitale”, a chi pensi?

Chiara Ferragni

Lei è un ottimo esempio di studentessa ambiziosa.
Si, perchè Chiara Ferragni ha iniziato cosi, all’università e non veniva nemmeno presa sul serio.
Per fortuna, i tempi sono passati e, anche se il fashion blogger non è la strada per tutti,
il digitale e i social hanno creato nuove opportunità.

Oggi, in società dove la meritocrazia rimane un miraggio, con professori saccenti ed esami su esami..la speranza di uno studente risiede.. nelle conoscenze giuste.

Che ti aspettavi? la realtà è una. Ma qui non troverai l’email di Zuckerberg o del Ceo della startup del momento.
Siamo qui, per costruircele da soli, le conoscenze e il nostro futuro.

Ecco dunque, il primo “Perchè avere un profilo linkedin?” !

Perchè proprio linkedin?
Gli studenti d’oggi sono, per la maggior parte, nati con Google e Facebook.
Abituati a selfie sul mare, stories e post della zia in bacheca, l’idea di un social pensato per il lavoro sembra lontano dalle nostre corde. Siamo studenti con la vita scandita da lezioni, libri e materie di cui non si capisce bene l’utilità pratica.
Linkedin è passato un po’ in sordina, vedendolo come “qualcosa che mi servirà quando cercherò lavoro”.
Purtroppo, il social in cravatta, non ha ancora la funzione di spammare il nostro CV a tutti gli iscritti.
Le sue potenzialità sono altre, anche più utili dello spam dell’ultimo minuto.

Tuttavia, essere su linkedin non garantisce agganci e successi.
Serve consapevolezza e ci si renderà subito conto di quanto un post o un commento giusto possano svoltare la situazione.

Ecco 10 consigli per gli studenti su linkedin

1) Compila le aree del profilo con consocenze ed esperienze, in linea col lavoro cui ambisci. Se vuoi diventare un ingegniere edile, aver fatto gli scout si può inserire ma non è quello su cui dovresti focalizzarti.
Questo ti aiuterà a trovare e farti trovare da profili in linea, magari mentori o persone autorevoli nel tuo campo, da cui prendere spunto e conversare sotto i post. Qui non siamo né al liceo, né all’università.. non ci sono conflitti! Già, nemmeno tra ingegnieri e architetti!

2)Non siamo su facebook, non si inviano “richieste di amicizia” ma di contatto. Evita di aggiungere alla lista, la maestra delle medie solo per fare numero. Scegli soggetti interessanti, perchè saranno loro a riempire la tua home di notizie ed eventi.
Ricorda di aggiungere sempre una breve presentazione e il motivo per cui mandi la richiesta.
Perfino ai dirigenti delle aziende fa piacere essere di ispirazione a un giovane studente d’economia o quel che sia.
E chissà, magari un giorno sarà lui a notare un tuo post, apprezzarti ed assumerti!

3)Non sei un fantasma, aprire un profilo solo per guardare gli eventi delle aziende non vale.
La chiave, per Linkedin, sta nella presenza DI VALORE, cioè nei contenuti che un profilo fornisce alla community. Questi possono essere articoli, video, foto.. non importa!
Infatti, l’algoritmo del social si distingue dalla concorrenza non puntando al tempo di permanenza online, ma sulle interazioni del post che possono continuare a crescere anche dopo 3 giorni.

4)Non serve la foto della laurea, il tuo titolo l’avrai già inserito nell’apposita sezione.
La foto profilo è come ciò che vedrebbe il datore di lavoro al primo colloquio: semplice ma professionale.
Accompagnando il tutto con una biografia breve ed incisiva, che mostra chi sei e cosa vuoi diventare, non potrà che essere un buon punto di partenza.

5) No Spam, si SEO. Cos’è? L’ottimizzazione per i motori di ricerca, che però non vale solo per i siti web.
Infatti Linkedin, ha un tool per la ricerca particolare: un mini-google interno.
Cercando “content manager”, ad esempio, si vedranno, come risultati, tutti quei profili dove è ripetuta quella parola e argomento.
Ecco perchè è molto importante scrivere con parole chiave che rimandino al proprio ruolo lavorativo.

6) Qualche collega è su linkedin? Lasciagli una recensione!
Soprattutto se sincera, spingerà a ricambiare. Le recensioni sono l’ideale per arricchire il tuo profilo, rendendolo autentico e personale. Inoltre è un buon modo per ritrovare legami con ex colleghi, non si sa mai dove possono essere arrivati i vecchi amici!

7) Usa un linguaggio adeguato. Ciò non vuol dire strafare con tecnicismi, se non sono nel nostro stile comunicativo.
Parla di ciò che ti appassiona, chiamando le cose col loro nome. Evita sicuramente abbreviazioni, slang ed errori grammaticali.

8) Interagisci, regola aurea di ogni social, qui diventa fondamentale! Commenta e argomenta sotto i post che ti interessano, aggiungendo valore. Gli scambi con la community ti daranno autorevolezza e potrai sempre insegnare qualcosa a qualcuno o impararla a tua volta. Inoltre, non sai mai chi starà leggendo quel commento, e a fare colpo ci vuole davvero poco in un social che conta 575 milioni di utenti.

9) Ricordati che sempre più aziende, prima di fare un colloquio, cercano il candidato online! Cura il tuo brand, mostrandoti come vorresti che l’azienda ti vedesse.

10) Hai una band? Un canale dove mostri i tuoi hobby? Inserisci il link nel profilo, fa sempre piacere scoprire il lato umano delle persone! E chissà, forse troverai nuovi contatti anche per quell’ambito!

Sei già corso ad iscriverti o a cambiare foto profilo? Bene!
Noi ti aspettiamo sui nostri canali, compreso linkedin, per crescere insieme nel lavoro e nelle nostre passioni!

Business sui social: un marketing per persone.

Molte aziende, grandi o piccole, sanno che per saper vendere devono ricorrere al marketing.
Quest’ultimo è una disciplina affermatasi negli anni, ormai conosciuta e legata al mondo del business.
Le tipologie di marketing sono molte ma, spesso, non fanno altro che danneggiare la reputazione dell’argomento stesso.
Infatti, quando negli ultimi anni si è cominciato a trattare di Marketing online in tutte le sue branche, molti hanno storto il naso; soprattutto verso il SMM- Social Media Marketing.

I social erano visti, dagli imprenditori e aziende, come futili: qualcosa che non riguarda il business ma la sfera privata.
Introdurre il marketing in questa sfera è stato un azzardo geniale, che ancora molti non apprezzano, ma che, se fatto con maestria, riesce a catturare il target, far crescere l’azienda e anche il fatturato!

In cosa consiste il social media marketing ?

A differenza di chi crede sia semplicemente marketing trasferito sul web, il SMM segue regole diverse: quelle di internet.
Online, i tempi sono più brevi, tutto è veloce e la concorrenza è spietata.
Tuttavia, la grande potenzialità dei social è di generare interazione, dette engagement, e condivisioni  aumentando la visibilità e notorietà di una marca, brand, prodotto o servizio, di un libero professionista o azienda. Esso include attività come:
–  la promozione o vendita di beni, servizi  o di se stessi (Personal Branding)
–  la generazione di nuovi contatti commerciali (lead)
–  l’incremento del traffico verso il sito web di un brand.
Detto così, si potrebbe concludere che si tratti di pubblicare sui social gli annunci commerciali, prima affissi per le città; questo sarebbe un errore.
Perché? I social media cambiano il modo di comunicare tra le persone, rendendo tutti raggiungibili in un’ottica peer-to-peer.
Quindi..

..Come utilizzare al meglio i social per il tuo business?

I social, al contrario del grande oceano che è internet, nascono a misura di individuo:
ognuno si crea la sua rete di interazioni, passioni e notizie che vuole vedere ogni giorno.
Un brand sui social, quindi, non deve condividere oggetti e prodotti, perché questi raggiungerebbero solo un numero limitato di utenti che, tra le tante offerte possibili, potrebbe non convertirsi mai il lead.
Perché?
Sui social si parla di followers, cioè persone che ti seguono anche dopo aver acquistato il tuo prodotto o anche non acquistandolo affatto. Cosa dovrebbe spingerli a farlo?
Una comunicazione tra azienda e individui che veda quest’ultimi non come consumatori ma come persone, a cui legarsi tramite qualcosa in comune. Cosa?
Questo è ciò che un’azienda deve costruire attraverso il suo brand.
La brand awereness è la consapevolezza dei valori vogliamo associare al nostro marchio o persona e nei quali il nostro target deve rispecchiarsi.
Non devono essere valori studiati a tavolino per attrarre quanto più audience possibile, ma sentimenti ed ideali veritieri che permettano una comunicazione partecipata ed emotiva, non più persuasiva.

L’importanza dei social sta nel sociale.

Se si vuole avere un brand che coinvolga il target ed empatizzi con esso, è fondamentale non trattare solo di vendita ma di argomenti comuni, sociali, fatti di sentimenti ed emozioni.
Per questo ogni business dovrebbe accompagnare il suo pubblico in ogni stato d’animo e rispettarlo, tenendo conto di star parlando a persone e non numeri.
Ottime campagne social, che non trattano di vendite ma hanno ottenuto importanti risultati, di recente si possono vedere in Nike e Adidas che, anche se rivali sul mercato, non hanno esitato a mostrarsi unite su Twitter per esprimere solidarietà agli avvenimenti razziali vistisi in USA.
Ciò porterà ancora più risalto alle aziende, creando passaparola  fra gli utenti generando un potere in grado di infrangere qualsiasi barriera spazio-temporale, e con margini di ritorno a lungo termine
L’importanza da dare alle tematiche sociali, si dovrebbe capire anche alla luce di quanto i social stessi si impegnino a rispettare certi canoni online.
Tuttavia c’è chi ignora questi aspetti e l’importanza stessa che hanno, non solo per il proprio business ma a livello umano.

Social e Sociale: attualità a portata di Story.

Twitter, noto social network del famoso uccellino azzurro, ha di recente introdotto la segnalazione di post come fake news o incitamento all’odio e alla violenza. Sorprendentemente uno dei primi ad essere colpito da questo aggiornamento, è stato il Presidente Usa stesso, che non l’ha presa proprio bene.
Trump, infatti, non ha esitato a sentirsi oltraggiato, denunciando la venuta a mancare della sua libertà d’espressione al punto da attuare provvedimenti che andranno a porre dei limiti alle libertà del social, e forse anche di molti altri.
Un altro esempio, a parti inverse, riguarda i protestanti che combattono sotto l’hashtag #blacklivesmatter che hanno visto i propri post oscurati da Instagram  nell’ultime 24h. Che all’improvviso il social arcobaleno sia diventato espressamente razzista?
Sembrerebbe di no, semplicemente vista la diffusione a livello mondiale dell’hashtag, i sistemi automatici del social hanno scambiato i post in questione come spam.

Come si evolverà lo scenario non si sa, ma è utile pensare alla realtà quando si diffondono contenuti al proprio target, per ricordare ai lettori di essere concreti e vicini, più che mai, anche attraverso uno smartphone.

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La rivincita di Snapchat: come sta cercando di reinventarsi?

Il fantasmino del business.

L’evoluzione di Snapchat.

Snapchat è un social network che si distingue dai concorrenti non creando profili, ma storie. Nasce nel 2011 come app di messaggistica con una caratteristica distintiva rispetto alle altre di quegli anni: le stories, cosi apprezzate da essere riprese da tutti i suoi avversari. Un’altra particolarità è che i messaggi, che comprendono video, foto e adesivi, hanno una durata stabilita al momento della creazione, e la conversazione si elimina quando il destinatario esce dalla chat. Già dalla sua nascita, il suo target era ben definito: si tratta dei cosi detti “Millennials” e “Generazione  Z”, le cui scelte orientano il marketing di qualsiasi azienda dei settori a loro dedicati. Negli anni ha subito diversi alti e bassi, dovuti ai duri colpi infertigli dalla diffusione di social simili, ma ha continuato ad innovarsi. Propone una libreria con più di mille filtri e, di recente, lancia una nuova versione studiata per il business.

Perchè parlarne oggi?

Nell’ultimo periodo, diffonde un nuovo aggiornamento che aumenta la qualità dell’app su android e introduce il tasto “Scopri” che permette di accedere non soltanto alle stories degli amici, ma anche ai  video degli influencer e ai contenuti promozionali.
Ciò è stato molto apprezzato dagli utenti, portando a 13 milioni di soggetti attivi ogni giorno, con un aumento di visualizzazioni giornaliere di oltre 14 miliardi.
Questi numeri non potevano sfuggire alle aziende che tornano ad investire nei contenuti per il social del fantasmino.

Un social a prova di marketing

Proprio per le aziende, crea:

  • Snap Publisher che fornisce strumenti per la realizzazione di annunci Snap Ads, come: la possibilità di importare asset di brand esistenti, di ottimizzare i video già caricati aggiungendo movimento e filtri personalizzati dell’azienda.
  • Ad Manager, che permette agli inserzionisti di comprare il posizionamento nell’app e offre due opzioni per gestire le inserzioni:

Advanced Create o Instant Create.

Adv tipes

A differenza di Instagram, Facebook e altri social concorrenti, Snapchat non prevede followers e mi piace, solo stories. In esse però, le inserzioni possono presentarsi in diversi modi:

  • Caroselli: consente di visualizzare quattro immagini di prodotti, creando come un catalogo su cui gli utenti possono ottenere maggiori dettagli.
  • In Serie: pubblicando da 3 a 20 scatti che appaiono solo in “Scopri”,  accanto a contenuti che seguono i gusti dell’utente, creando un rapporto più personale, che fa sentire quest’ultimo unico.
  • Obiettivi Ar sponsorizzati: permettono agli utenti di creare ricordi unici con filtri che richiamano l’attività, per non contare della possibilità che diventino virali anche su altri social! Per crearli, Snapchat mette a disposizione un team di AR creators certificati a cui rivolgersi nel caso non ci si riesca da soli.
  • Geo-tag e allegati: già presenti su altre piattaforme, qui diventano personalizzati. Il geo-tag permette di creare geo-filtri con marchio: una forma di pubblicità che può essere diversa per ogni città o Paese cosi da far sentire l’utente considerato nella sua singolarità. L’aggiunta di allegati permette di linkare la propria storia ad un post esterno o al proprio sito web, cosi da aumentarne la visibilità.

Queste sono solo alcune delle possibili forme che un adv può assumere sull’app, ma ciò che fa crescere davvero un’azienda sono i contenuti; i più efficenti, su Snapchat, si distaccano molto da quelli apprezzati altrove. Qui, gli utenti non sono profili e non sono interessati ai prodotti. Quindi..

..come lanciare efficacemente la tua azienda su Snap?

  • Vengono apprezzate le riprese casuali, non studiate, o che comunque non lo sembrano. A differenza di Instagram, con i suoi effetti e inquadrature tattiche, gli utenti di Snapchat vogliono un punto di vista alternativo, più realistico e alla mano.
  • Non si parla del prodotto, ma della storia che c’è dietro, di com’è fatto e soprattutto da chi è fatto; con i suoi contenuti che scompaiono dopo 24h, è perfetto per creare anticipazioni, mostrare i dietro le quinte e presentare il proprio brand. Ciò innesca nell’utente non solo curiosità, ma anche un senso di familiarità, che favorisce un legame diretto con l’azienda.
  • Sarà lo stesso utente, infatti, a parlare del prodotto, creando “User Generated Content” (UGC). Questo si può sfruttare e solidificare creando contest, diffondendo le foto in cui i clienti usano prodotti dell’azienda o condividendo le risposte video ricevute. L’UGC porterà nuovi clienti all’azienda e gli darà credibilità e affidabilità sul mercato, che si potrà sfruttare parallelamente anche su altri social.

Come analizzare l’engagement su Snapchat

Ci sono diverse metriche da poter verificare, ad esempio:

  • E’ possibile vedere quante persone hanno aperto la prima storia anche solo per un secondo; ciò implica che si può monitorare il tempo che gli utenti spendono sui vari contenuti.
  • La mancanza dei “Like” viene compensata dagli “screenshot” che gli utenti possono prendere dagli scatti pubblicati; permettono di vedere quanti sono interessati ed a quali contenuti in particolare.
  • Si può stabilire quando le persone hanno abbandonato le stories, dividendo la differenza  delle visualizzazione dei vari scatti con quelle della prima storia, per poi moltiplicare il risultato per 100. Questa formula aiuterà a raccogliere dati utili e creare contenuti più coinvolgenti per i propri clienti.

Sembra che Snapchat for Business diventi sempre più il futuro nelle aziende di domani. E tu? Cosa aspetti a creare il tuo Fantasmino?

TikTok, cos’è e come si usa

Cos’è TikTok?

No, non è il ticchettio di un orologio, anche se il concetto su cui si basa è lo stesso.
Tiktok è un’applicazione di videosharing, nata dalla fusione con Musically, a seguito del suo acquisto da parte della società cinese ByteDance. Nel 2019 segna il picco dei download, raggiungendo gli 800 milioni di utenti.
A rendere Tiktok cosi speciale è il suo essere sia social network che social media. Il social offre contenuti anche ai non iscritti, ma crea per i “loggati” una vera e propria community forte e stabile, che può interagire e creare “challange” fino a diventare virali.

Le challenge e #MakeEverySecondCount

Le challange, come tutti i contenuti presenti su Tiktok, sono video di 15 sec.; ciò spiega l’hashtag, ormai slogan dell’applicazione, “#MakeEverySecondCount”.
I video si discostano dalle ormai note Instagram stories, riprendendo le funzioni già presenti in Musically. Sulla piattaforma abbondano i  lip sync, che producono un effetto simile al playback, ai quali si aggiungono altre funzioni, come i “Duet” che permettono di creare un duetto rispondendo al video di un altro utente, continuandone la traccia o imitandolo nel modo più creativo e originale possibile. Gli utenti rientrano in una fascia di età dai tredici ai venti anni. I più piccoli diventano veri e propri baby influencer. Questa figura non poteva che approdare anche qui, visto il notevole engagement dei post che ha attirato sempre più aziende.

Possibilità di guadagno, un nuovo YouTube?

La possibilità di un ricavo economico non è data solo dalle possibili collaborazioni con le aziende. Una caratteristica dell’app è la presenza di monete virtuali sotto forma di “rubini” e “diamanti”. Ogni gemma corrisponde a pochi centesimi di euro, ma può portare discreti guadagni ai TikTokers con più visualizzazioni. Inoltre, si possono ottenere invitando gli amici ad iscriversi all’app, o guardando video per un determinato lasso di tempo.

Pubblicità e politica

Ciò che rende Tiktok diverso e più apprezzato rispetto agli altri social è la mancanza di pubblicità o di argomenti come ad esempio la politica; non è passata inosservata, infatti, la presenza di un noto leader politico sull’applicazione, che ha portato molte critiche soprattutto vista la fascia d’età degli utenti che tende a non superare i venticinque anni.

La tutela della privacy e dei contenuti

Inoltre, sono nate delle preoccupazioni, perchè ci si chiede se sia opportuno che ragazzini dell’età di tredici anni, età minima con cui ci si può iscrivere all’app, ne facciano uso senza la supervisione di adulti, in quanto non sono mancati casi di pedofilia, purtroppo.

L’apparenza di innocenti video ritraenti minorenni, diventa, per delle menti malate, un’attrattiva pedopornografica, visto che spesso si vedono ragazzini e ragazzine ballare a ritmo in vestiti succinti come possono essere degli shorts.

Si può rendere il proprio profilo privato, in modo da far visualizzare i propri video solo a follower autorizzati, tuttavia non è solo questo che preoccupa. Infatti, vi sono questioni anche a livello internazionale, che riguardano la protezione dei dati degli utenti. Molte testimonianze di ex dipendenti della società mostrano che i finanziamenti della stessa arrivino dallo Stato cinese  che quindi ne sarebbe il possessore e decisore; prova ne è la censura presente riguardo alle proteste di Hongkong sulle quali sembra non esserci nulla.

Creatività, coraggio e libertà di espressione

Per sviare la censura, un caso simbolo di audacia giovanile è quello di una ragazza che ha pubblicato un video tutorial di makeup come copertura di un suo discorso di denuncia contro le violenza verso i musulmani perpetuata nei campi di concentramento in Cina; inutile dire che è diventato virale su più social. Questo è ciò che si cerca di premiare su tiktok, e nei social in generale, l’audacia, la libertà di parola, e se lo si può fare in modo creativo e originale, anche meglio!

Questi stessi motivi spingono oggi sempre più persone, sia comuni che non, ad approdare sul social. A cercare di limitarlo intervengono i Big, quali Instagram e Facebook, che cominciano a diffondere mezzi per produrre gli stessi effetti di TikTok sulle loro stories.

Riusciranno a frenare Tiktok? Lo scopriremo mantendo aggiornate le nostre app.