Accordo TikTok: perché è importante parlarne

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ByteDance, la multinazionale cinese proprietaria di TikTok, ha sventato il ban sui download dell’app negli USA grazie a un accordo con Oracle e Walmart. Al momento, il divieto negli Stati Uniti – che sarebbe dovuto entrare in vigore la notte scorsa – non è ancora scongiurato. L’accordo tra ByteDance e Oracle-Walmart – che ha ricevuto la “benedizione” di Donald Trump – ha fatto slittare le restrizioni al 27 settembre. Ma quali sono le ragioni che hanno condotto alla messa al bando di TikTok?

Questioni di sicurezza nazionale

Il 6 agosto scorso Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che limita le attività di TikTok sul territorio americano. L’ordine fa seguito alle preoccupazioni espresse dalla Casa Bianca circa la possibilità di spionaggio del governo cinese. TikTok, come altri social network, raccoglie un’enorme quantità di dati, quali cookies, indirizzo IP, cronologia e preferenze. Ma dove sta la differenza? Nel luogo in cui tali dati vengono archiviati. Nel caso di Facebook, ad esempio, i dati degli utenti restano negli USA. TikTok invece trasferisce e archivia le informazioni in Cina. Quindi, secondo Donald Trump, i dati degli utenti americani potrebbero potenzialmente cadere nelle mani del governo cinese.

La posizione della Cina

La Cina ha recentemente introdotto nuove norme sul controllo dell’export di tecnologie sensibili per le quali è richiesta l’approvazione del Ministero del Commercio di Pechino. Nello specifico, la Cina ha aggiornato l’elenco di tecnologie soggette a restrizioni per l’esportazione aggiungendo, ad esempio, il riconoscimento vocale, i servizi di informazioni personalizzati e il design dei chip. Le nuove regole del governo cinese vanno dunque a influenzare gli accordi tra ByteDance e i potenziali acquirenti americani. La casa madre di TikTok, infatti, non potrà vendere le operazioni americane della popolare app senza l’autorizzazione di Pechino, mentre negli USA non si potrà giungere ad un accordo senza il via libera di Donald Trump.

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Accordo TikTok

A seguito dell’ordine del 6 agosto, ByteDance deve trovare un acquirente americano per le sue operazioni negli USA. Microsoft, in partnership con Walmart, aveva espresso il proprio interesse nell’acquisire le operazioni statunitensi di TikTok, riuscendo a far posticipare il ban dell’app negli USA. Tuttavia, le nuove regole del governo cinese in materia di export di tecnologie hanno tardato le trattative tra ByteDance e la coppia Microsoft-Walmart, favorita in gara rispetto alla concorrente Oracle. A sorpresa, ora Microsoft è fuori dalla corsa. Oracle e Walmart al contrario sono giunte ad un accordo con ByteDance. Acquisiranno rispettivamente il 12.7% e il 7.5% della nascente TikTok Global, azienda americana indipendente che avrà sede negli Stati Uniti.

Perché questa vicenda ci riguarda

La lotta Cina-USA per il controllo su TikTok è solo uno dei tanti campanelli di allarme che preannunciano un nuovo ordine geopolitico.

Gli USA, infatti, avevano già condannato TikTok per aver violato il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA – 1998) che in America vieta la raccolta e il trattamento dei dati di minori di 13 anni senza il consenso dei genitori. E note sono ormai le vicende della cinese Huawei, tagliata fuori dalle tecnologie americane.

Con l’aumento delle pressioni del governo americano sulle aziende cinesi e l’archiviazione dei dati di milioni di utenti al di fuori del territorio americano – ma anche dello Spazio Economico Europeo – potrebbero emergere nuove norme per regolamentare le trattative tra le aziende globali e dunque un nuovo ordine mondiale.

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